Criteri per i Comuni montani, anche gli Enti calabresi ricorrono al Tar
La legge stabilisce paletti più rigidi, molti sono rimasti fuori: Trebisacce, Amendolara e Rocca Imperiale ricorrono alla Giustizia Amministrativa

COSENZA Con la delibera del Consiglio Dei Ministri datata 18 febbraio 2026, “Deliberazione motivata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di autorizzazione all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente «Regolamento recante i criteri per la classificazione dei comuni montani». (26A00894)”, il Governo ha soppresso numerosissime comunità montane anche nel territorio della Regione Calabria. Le soppressioni, tra le altre cose, comportano la perdita dell’accesso ad agevolazioni normative, fiscali e finanziarie, fondamentali per sostenere i servizi pubblici locali, le imprese, le famiglie e le attività economiche del territorio. In Calabria, circa la metà degli attuali comuni montani vengono infatti declassati e la Regione, che per sua conformazione geografica è sempre stata contornata da paesi montani, ne perde un centinaio soprattutto nell’Alto Jonio Cosentino, da sempre costituito da piccoli paesi annidati nelle aree interne. L’idea connessa alla proposizione dei ricorsi – avanzati da moltissimi Comuni in tutta Italia – è quella di spingere il Governo a sedersi di nuovo al tavolo per rivedere i criteri di classificazione, che ad oggi declassano comuni che per esempio non abbiano almeno il 20percento del territorio sopra i 600 metri di altitudine con un quarto delle strade con pendenza al 20%. I Comuni di Trebisacce, Amendolara e Rocca Imperiale si sono rivolti all’Avvocato Amministrativista Dario Sammarro del Foro di Cosenza per dare seguito alla battaglia giuridica dinnanzi il Tar Lazio. (f.b.)
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