‘Ndrangheta in America, a Buenos Aires il workshop della Polizia I-Can
Sono ben 21 gli ‘ndranghetisti arrestati oltre oceano dal 2020 ad oggi: tra loro 18 latitanti. Il ruolo di broker mondiale nel traffico di cocaina

ROMA È in corso a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. Il meeting – che ha preso il via ieri e si protrarrà fino a domani – mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi aderenti ad I-CAN e la raccolta di intelligence analisi sulla penetrazione della ‘Ndrangheta nel continente americano.
I lavori sono stati introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, che ospita l’evento, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Simone Pioletti. Gli investigatori italiani della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, unitamente a 35 detective di 12 Paesi del continente americano (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti (FBI) e Uruguay) stanno analizzando i possibili nexus policrminali operativi e logistici della ‘Ndrangheta con altri 30 sodalizi criminosi autoctoni ed allogeni, attivi in America Latina, come il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano, il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano e, i modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio anche digitale, attraverso il dark web, le cripto valute e l’Intelligenza Artificiale.
I vertici della Polizia Federale Argentina e dei Programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 che partecipano attivamente, in considerazione della sostenuta interoperabilità ed adattabilità degli strumenti di polizia al dinamismo delle organizzazioni criminali, hanno riconosciuto la validità ed i progressi del Progetto I-CAN come Task Force e modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che anche in America Latina, si configura come una vera e propria Holding Criminale.
I risultati del Progetto I-CAN, rispecchiano la forte accelerazione operativa sostenuta dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Raffaele Grassi e testimoniano il ruolo di broker mondiale del traffico di cocaina della ‘Ndrangheta, con 4 ndranghetisti arrestati nell’anno 2025, di cui 3 latitanti arrestati in Colombia e uno in Costa Rica.
Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, convergono sulla necessità di sensibilizzare e far conoscere il “fenomeno ‘Ndrangheta” alle diverse Polizie del mondo. Il Progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) annovera ad oggi 25 Paesi e circa 2500 investigatori di tutti i Paesi partner hanno ricevuto specifica formazione, mentre sono 176 gli ndranghetisti arrestati in oltre 30 Paesi del mondo, di cui 68 latitanti. Di questi, 73 sono stati arrestati dall’inizio del 2025 ad oggi.
Infine, sono ben 21 gli ‘ndranghetisti arrestati in America dal 2020 ad oggi, tra cui 18 latitanti. Tali numeri confermano il ruolo della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, quale volano nella lotta alla criminalità transnazionale.
Foto ufficio stampa Polizia di Stato