Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:53
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

verso le elezioni

Reggio, «La reggitudine» diventa progetto politico

Cannizzaro rilancia la visione della città metropolitana tra mare, montagna e Stretto. In programma anche la destagionalizzazione e il rafforzamento dei collegamenti con Messina

Pubblicato il: 28/04/2026 – 15:56
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Reggio, «La reggitudine» diventa progetto politico

REGGIO CALABRIA Reggio Calabria deve avere il suo brand. È la sfida che Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia e candidato sindaco del centrodestra, lancia nel corso di una conferenza stampa tenuta a margine della visita istituzionale del viceministro del Made in Italy, Valentino Valentini, allo stabilimento Hitachi. Un’idea che, assicura Cannizzaro, sarà presto formalizzata all’interno del programma unitario della coalizione.
Quel programma ha una radice precisa: i “10 passi” di Forza Italia, presentati lo scorso 14 febbraio come ossatura politica della candidatura. Da allora, il documento è cresciuto attraverso il contributo di liste civiche, partner di coalizione e realtà del territorio, trasformandosi in una piattaforma condivisa che Cannizzaro definisce «frutto di un lavoro collettivo, non di una visione calata dall’alto».
«Reggio, all’interno del brand Calabria Straordinaria, deve avere il suo di brand», spiega il candidato sindaco incontrando la stampa nella sede del Comitato elettorale in via Quartiere Militare. «Costruito sull’agroalimentare, sulle eccellenze del territorio. Penso al gelato artigianale, penso al bergamotto — ma potrei elencare decine di eccellenze che devono essere messe in rete». L’obiettivo è creare quello che chiama il “brand della reggitudine“: un sistema capace di raccogliere e valorizzare le produzioni locali, molte delle quali oggi operano in modo frammentato e poco visibile persino ai cittadini reggini. «Ho già sviluppato degli elaborati e li ho sottoposti al viceministro e al suo gabinetto», conferma Cannizzaro. «Dopo le elezioni, se dovessi vincere, organizzeremo dei tavoli specifici per metterlo a terra nel più breve tempo possibile».

Una città tra mare e montagna – e aperta allo Stretto

La visione di Cannizzaro non si ferma al centro urbano e al Comune, ma guarda anche alla città metropolitana che intende guidare – se eletto – e che si estende da Locri alla Piana di Gioia Tauro, e il programma guarda esplicitamente a tutte le sue dimensioni: il mare, la montagna e lo Stretto.
Sul fronte del lungomare di Reggio Calabria, il candidato sindaco punta a trasformare la via Marina in un asse vitale tutto l’anno, non solo nei mesi estivi. L’idea è consentire agli imprenditori balneari di tenere aperte le proprie strutture anche d’inverno: «A dicembre, a gennaio, vorrei poter andare a consumare una pizza – dice – sulla battigia del mio lungomare. Ci sono tutte le condizioni per farlo». Una misura che, oltre a prolungare la stagione turistica, garantirebbe continuità occupazionale a centinaia di lavoratori del settore.
Verso la montagna, Cannizzaro punta sull’Aspromonte e su Gambarie, dove sono già avviate le procedure per nuovi impianti di risalita. La sua idea è quella di un’area metropolitana integrata verticalmente: «Da qui a Gambarie bastano quindici minuti grazie allo scorrimento veloce già realizzato. La sera puoi cenare sul lungomare e la mattina sciare sull’Aspromonte. Poche aree al mondo offrono questo». Per rafforzare questa connessione ha già chiesto alla Regione di investire su nuove arterie a pettine – dalla Campo Calabro-San Roberto alla Sant’Agata-Cardeto – che colleghino la fascia costiera con le colline e il Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Sul versante dello Stretto, Cannizzaro traccia un orizzonte più ambizioso: l’integrazione progressiva tra Reggio e Messina, in attesa della realizzazione del Ponte. I dati parlano chiaro – otto messinesi su dieci usano già l’aeroporto dello Stretto – e su quella base il candidato sindaco vuole costruire un sistema di mobilità sostenibile fatto di navette, collegamenti marittimi e trasporto pubblico locale potenziato. L’obiettivo dichiarato è fare dell’aeroporto di Reggio il vero hub dell’area metropolitana dello Stretto, un bacino che unisce idealmente le due sponde e che Cannizzaro immagina, nel lungo periodo, come una realtà sempre più integrata sotto il profilo economico, infrastrutturale e culturale.

Il viceministro Valentini: «I piani camminano sulle gambe degli uomini»

A fare da sponda istituzionale all’iniziativa è il viceministro Valentino Valentini, presente a Reggio per la visita allo stabilimento Hitachi — multinazionale giapponese che, grazie all’eccellenza manifatturiera locale, sta ampliando la propria presenza sul territorio. Valentini ha inquadrato la visita in una cornice più ampia: quella del Made in Italy come sistema di piccole e medie imprese capaci di competere globalmente quando messe a sistema attorno a un’ancora industriale forte.
Sul progetto politico di Cannizzaro, il viceministro ha speso parole nette: «I piani e i progetti camminano sulle gambe degli uomini. Non esiste un piano che, senza una persona in gamba, possa funzionare». Pur avendo tentato di trattenerlo a Roma, dove il suo contributo parlamentare era apprezzato, ha detto di comprendere e condividere la scelta del ritorno in città.

Dal Vinitaly sul lungomare alla Città Missione del Piano Mattei

Il brand Reggio non è l’unica carta sul tavolo. Cannizzaro ricorda che il primo e il due agosto il Vinitaly approderà sul lungomare della città, un evento che vuole essere segnale di una vocazione turistica e culturale su scala europea.
Sul piano delle relazioni istituzionali, il candidato sindaco ha già sottoposto al gabinetto del viceministro una proposta formale: candidare Reggio Calabria come Città Missione del Piano Mattei, il framework strategico del governo italiano per la cooperazione con i Paesi africani. Una candidatura che farebbe leva sulla posizione geografica della città – «al centro del Mediterraneo» – e sulla piattaforma logistica di Gioia Tauro, oggi primo porto italiano per transhipment.
La partita, in fondo, si gioca tutta qui. Cannizzaro sa che Reggio ha già visto molti programmi nascere e morire sulla carta. Per questo insiste sul metodo prima ancora che sui contenuti: un documento costruito insieme, un governo nazionale già coinvolto, tavoli pronti a partire dal giorno dopo il voto. «Al cuore non si comanda», ha detto spiegando la sua discesa in campo. Ora tocca alla città rispondere. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x