«Siete nel mio cuore e nei miei pensieri». Il vocale al boss di Niscemi che svela il legame con la cosca Alvaro
Dalle carte dell’inchiesta nissena, il messaggio inviato a Musto. Sullo sfondo il progetto per un presunto traffico di cocaina

LAMEZIA TERME «Anche se non ci sentiamo ricordatevi anche voi che siete nel mio cuore e nei miei pensieri sempre». È solo l’incipit di un messaggio vocale inviato su WhatsApp. Parole di stima e profondo rispetto espresse nei confronti del presunto boss della famiglia mafiosa di Niscemi e vertice del mandamento di Gela, Alberto Musto, soggetto già coinvolto in altre operazioni della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, come “Mondo Opposto” del dicembre 2023.
A riconoscergli questa profonda stima sarebbe addirittura un presunto esponente della potente cosca di ’ndrangheta Alvaro di Sinopoli, che gli inquirenti avrebbero individuato in Antonino Alvaro (cl. ’88). Ma andiamo con ordine.
L’inchiesta Nissena
Il riferimento è alla maxioperazione condotta dai carabinieri di Caltanissetta che, su ordine del gip e su richiesta della Dda nissena, ha portato all’arresto di 35 persone. Musto, al pari di Alvaro, viene citato nelle carte, che ricostruiscono una serie di contatti e, in un caso, anche la visita a Niscemi del 38enne. Il motivo? Imbastire, se possibile, un business proficuo legato al traffico di cocaina, usando la cosca calabrese come “canale” di rifornimento per acquistare – ipoteticamente – almeno 10 kg di cocaina da smistare poi nella provincia nissena.
«…siete nel mio cuore e nei miei pensieri sempre»
Come abbiamo già scritto, Musto e Alvaro si sarebbero conosciuti durante un periodo di comune detenzione nel carcere di Voghera, tra il 21 ottobre 2020 e il 17 ottobre 2021, allacciando evidentemente un rapporto di stima e amicizia reciproca. Una tesi che darebbe un senso al vocale intercettato dagli inquirenti. «(…) anche se non ci sentiamo ricordatevi anche voi che siete nel mio cuore e nei miei pensieri sempre… vi auguriamo che possiate passare una bella giornata senza pensieri, spensierato…». E ancora: «Non so nemmeno io, comunque tanti saluti a tutti, mi salutate i vostri genitori e a tutti là, chiunque vi vuole bene, un abbraccio compare Alberto vi voglio bene…». Stima, affetto e riconoscenza, dunque, che per gli inquirenti nisseni «conferma il calibro dei contatti criminali su cui Alberto Musto poteva contare».
Acquisto a 30 euro al grammo, rivendita a 40
A proposito, invece, del progetto – molto ambizioso – legato all’acquisto della cocaina dagli Alvaro e alla rivendita a Niscemi e dintorni, gli inquirenti hanno intercettato un dialogo tra Musto e alcuni suoi sodali, tra cui Andrea Abaco e Francesco Cona. Il presunto boss, infatti, animato dall’intenzione di espandere l’attività connessa al traffico di stupefacenti, «rappresentava ai due spacciatori che avrebbero dovuto smerciare 1 kg di cocaina a settimana» per rientrare dai costi, ipotizzando anche le eventuali cifre del business. La droga, infatti, acquistata ipoteticamente al prezzo di 30 euro al grammo, sarebbe stata rivenduta a 40 euro, così da guadagnarci almeno 10 euro per ogni grammo venduto. «(…) là a 30 ce la fanno pagare. 30, la vendi qua a 40, ci resta quel 10… pure sul taglio ci guadagni», ipotizzando margini ancora più ampi nel caso in cui la cocaina fosse stata “tagliata”. A questo punto, per il gruppo capeggiato da Musto, non restava che capire a quanto il loro fornitore acquistasse la droga. «(…) mi dovrei fare dire da lui a quanto la piglia…»; «…secondo me, a 40, più di 40 non…», ipotizzando anche ulteriori guadagni legati al “taglio” della cocaina: «(…) oro ci guadagnano sopra il tagli, ha i pidocchi…».
L’inchiesta sull’asse Calabria-Sicilia
E proprio in quei dialoghi, fatti di stima personale, contatti coltivati nel tempo e conti sul prezzo della cocaina, gli inquirenti leggono la sostanza di un legame che dal carcere si sarebbe proiettato fino al progetto di un nuovo canale di rifornimento. Saranno ora gli sviluppi dell’inchiesta e il vaglio dell’autorità giudiziaria a chiarire quanto quel progetto fosse davvero avanzato e quale fosse, in concreto, il ruolo dei soggetti indicati nelle carte. (g.curcio@corrierecal.it)
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