’Ndrangheta, il patto tra Ferdico e gli Idà e il sogno di invadere Milano con la cocaina: «Facciamo 40mila euro al mese come ridere»
L’ex capo ultrà dell’Inter parla di fornitori boliviani, partite di “bianca” e di contatti con albanesi. «Io sulla bamba sono forte»

VIBO VALENTIA «Devi farmi avere a buon prezzo 20 pacchi di bianca al mese e io li vendo e dividiamo a pari, facciamo 40.000 al mese come ridere…». È uno dei passaggi contenuti nelle carte dell’inchiesta “Jerakarni” della Distrettuale antimafia di Catanzaro e, secondo gli inquirenti, restituisce bene l’ambizione di Marco Ferdico di “invadere” Milano con la cocaina. Nelle stesse carte emerge il ruolo attribuito all’ex capo ultrà dell’Inter nei rapporti con alcuni esponenti della ‘ndrina Idà di Soriano.
In quella conversazione su SkyEcc, Ferdico spiegava a Marco e Michele Idà quelle che, secondo la Dda, sarebbero state le future mosse nel narcotraffico. Già in una chat precedente, infatti, l’ex ultrà nerazzurro parlava di contatti con fornitori boliviani di cocaina: «mi hanno proposto anche questa 35.5 Boliviana / esce 87 sul cucchiaio / Un mio amico ha fatto due raglie non parlava più». Nel frattempo, i presunti sodali calabresi erano impegnati nel trasporto dell’“erba” verso Milano.
La cocaina da valutare
Sempre tramite chat criptate, Ferdico informava Marco Idà e Filippo Mazzotta di essere a sua volta impegnato a valutare la cocaina che gli stavano proponendo a Milano. «Sto vedendo dei pacchi di Bianca / Oggi devo fare il passaggio dei 10 / Guadagno sul fatto che me ne da due a prezzo / Non ho messo su nemmeno un punto». Un passaggio che, per gli inquirenti, confermerebbe la volontà del gruppo di espandere il proprio business della droga nel capoluogo lombardo. Parallelamente, gli Idà continuavano a organizzare lo smercio della marijuana, fino a definire – annota la Dda – «un prezzo di assoluto favore per il sodale milanese», proprio in virtù del rapporto diretto e fiduciario con Ferdico. «Se se la prende tutta anche a 4 e 20 puoi dargliela / Se la vuole dite a 4€ e se la vede lui». E ancora: «Diglielo che lo stai rispettando davvero».
La “Bianca” da tagliare e lo spray per neutralizzare la marijuana
Ma a conferma del fatto che il vero interesse di Ferdico fosse la cocaina, anche per i margini di guadagno, c’è un altro dialogo acquisito dalla Dda e risalente al pomeriggio del 3 novembre 2020. L’ex ultrà interista, secondo la ricostruzione investigativa, era impegnato su più fronti e i discorsi si spostavano anche sulla preparazione della sostanza. «Per tagliare la Bianca come si chiamava… cosa devo dire di portarmi al farmacista?», scriveva a Filippo Mazzotta, che gli rispondeva: «Endocaina».
Nel frattempo, il resto del gruppo cercava di capire se e quanto quantitativo di marijuana Ferdico fosse disposto ad acquistare. «Senza soldi tutta no / Possiamo favorirlo su 5 senza soldi / Se gli piace la prende tutta». Le conversazioni tra gli Idà su SkyEcc erano intanto incentrate sulla qualità dell’erba, sulla ripartizione dei quantitativi – buste da 600 grammi, per un peso complessivo di 21 chilogrammi – e sul fatto che la sostanza, pur apparendo buona in foto, fosse priva di odore. Della vicenda, sempre secondo quanto emerso dalle chat, sarebbe stato informato anche Pietro Parisi alias “Qas”, che avrebbe rassicurato i sodali. In base a quanto gli avrebbero riferito i fornitori spagnoli, l’assenza di odore sarebbe stata dovuta all’uso di uno spray nebulizzato sulla marijuana per eludere i controlli dei cani antidroga. «La roba non è brutta… Non ha profumo ma quello della Spagna ha risposto che è normale che gli mettono lo spray per i cani…». La mattina successiva, il 4 novembre 2020, il gruppo incontra Ferdico e gli consegna il “provino” della marijuana. Ma anche in quel frangente, secondo gli inquirenti, l’interesse dell’ex ultrà si concentra soprattutto su una partita di cocaina, mentre si trova in compagnia di «un albanese» con cui cerca di definire il prezzo. Per la Dda, da questo scambio emergerebbero due aspetti: da un lato il presunto rapporto d’affari di Ferdico con soggetti della comunità albanese; dall’altro il fatto che la marijuana prelevata quella mattina dal magazzino di Antonino Grillo fosse destinata proprio a essere mostrata a quegli interlocutori.
«Io sono forte sulla bamba, su erba lavoro poco»
A quel punto i calabresi cominciano ad avere fretta. Franco Idà, in particolare, spinge per chiudere rapidamente la cessione della marijuana e rientrare in Calabria. Intanto Ferdico, secondo quanto emerge dalle chat, manifesta l’intenzione di acquistare 5 chili di cocaina insieme al soggetto albanese, dopo averla vista in foto. È Michele Idà a informarne Franco: «Ei Marco vuole 5 pacchi subito di bianca (…) gli ho detto che esce al 75%, ha detto che la vuole vedere che la compra subito che viene con l’albanese… Ora ho scritto a “qas” di farci sapere se si può fare, che questo compra subito con soldi contanti e se riesce ad abbassare il prezzo in modo da guadagnare entrambi un punto e mezzo ciascuno. Tra un po’ ci fa sapere». Del resto, è lo stesso Ferdico a chiarire – nelle conversazioni acquisite agli atti – dove stesse il vero affare: «La bamba ne serve ancora… Trovamela che la compriamo… io su quella son forte… su erba lavoro poco, è la bamba il mio mestiere… io vorrei averne una decina tutti i mesi… anche 7… da vendere». (g.curcio@corrierecal.it)
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