Operazione “Malea”, archiviata la posizione del sovrintendente Sità
Il poliziotto era stato arrestato nel luglio 2023 nell’inchiesta sulla cosca di Mammola. I legali annunciano la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione

REGGIO CALABRIA È stata archiviata la posizione del sovrintendente della Polizia di Stato Domenico Sità, in servizio al Commissariato di pubblica sicurezza di Siderno, coinvolto nel luglio 2023 nell’operazione contro presunti esponenti della cosca di Mammola. Sità era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 25 luglio 2023 e, contestualmente, sospeso in via cautelare dal servizio dal Questore di Reggio Calabria. La misura cautelare era stata però annullata già nel novembre dello stesso anno. Di conseguenza, con decreto del Capo della Polizia del 28 novembre 2023, la sospensione era stata revocata con decorrenza dal 30 novembre 2023, consentendo al sovrintendente di tornare in servizio dopo circa quattro mesi.
La vicenda penale si è chiusa con il decreto di archiviazione emesso il 18 dicembre 2025 dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, Giovanna Sergi, su richiesta del pubblico ministero Vittorio Fava.
Nella richiesta di archiviazione, depositata il 25 agosto 2025, il pm ha rilevato che, rispetto alla posizione dell’indagato, né il gip né il Tribunale del Riesame avevano riconosciuto la gravità indiziaria per i reati contestati. Inoltre, nel corso delle indagini, non sarebbero emersi «ulteriori e significativi elementi di prova» a suo carico. Da qui la conclusione: non vi erano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, né una ragionevole previsione di condanna. Valutazione condivisa dal gip, che ha disposto l’archiviazione ritenendo che gli elementi acquisiti durante le indagini preliminari non consentissero di formulare una ragionevole previsione di condanna.

La vicenda si è chiusa anche sul piano amministrativo
Con decreto del 18 aprile 2026, il Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza ha revocato a tutti gli effetti la sospensione cautelare subita da Sità tra il 25 luglio e il 29 novembre 2023, riconoscendo il diritto alla ricostruzione della carriera e alla corresponsione degli assegni non percepiti in quel periodo. Non ci sarà, inoltre, alcun procedimento disciplinare. Il Questore di Reggio Calabria ha comunicato formalmente di non intraprendere azioni nei confronti del dipendente. L’Amministrazione della Pubblica sicurezza, all’esito della propria istruttoria, non avrebbe ravvisato condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare, né violazioni dei doveri d’ufficio o comportamenti lesivi del decoro dell’Istituzione.
Il sovrintendente Sità è stato assistito dagli avvocati Andrea Alvaro, del Foro di Palmi, e Gianni Taddei, del Foro di Locri. I legali annunciano ora l’avvio del procedimento per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione, ai sensi dell’articolo 314 del codice di procedura penale. (Gi.Cu.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato