Ospedale di Cosenza, Graziadio attacca il circolo Pd: «Scioglietevi e confluite in Forza Italia»
Il capogruppo dem al Comune dopo il convegno con Occhiuto nella vecchia sede della Banca d’Italia: «Il nuovo presidio va realizzato a Vagliolise. Martedì una sceneggiata utile solo al presidente dell…

COSENZA «In questi giorni sono circolate varie letture della penosa rappresentazione andata in scena martedì scorso nella vecchia sede della Banca d’Italia e che, nelle intenzioni dichiarate, doveva affrontare il problema della sanità cosentina e regionale. La destra ha proseguito nella sua strategia di mistificazione, fedele ad un vizio antico e radicato: ripeti una bugia all’infinito e falla diventare verità. Ieri era la nipote di Mubarak, oggi che l’ospedale di Cosenza è meglio per i cosentini se non viene realizzato a Cosenza. La sinistra resta ferma nella sua trincea, aggrappata alla logica, al buon senso, alla visione politica e ad un rigo dei documenti ufficiali che lascia poco spazio alle fantasiose interpretazioni del Governatore: il finanziamento è destinato “all’ospedale di Cosenza”». Lo afferma Francesco Graziadio, capogruppo del Pd al Comune di Cosenza. «A stupire gli osservatori politici più distratti è stata l’occasione: un dibattito pubblico organizzato dal circolo cosentino del Partito democratico ma che vedeva come star dell’evento il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Ma come, si sono chiesti in molti, adesso il Partito democratico è favorevole allo scippo dell’ospedale? Non difende il diritto della città capoluogo a mantenere un presidio così importante? Come capogruppo del Pd al Comune di Cosenza mi vedo costretto a ribadire l’ovvio, cioè che il Partito democratico ritiene che la posizione migliore in cui costruire il nuovo “ospedale di Cosenza” sia l’area di Vagliolise. Senza se e senza ma. Lo abbiamo sostenuto in consiglio comunale e lo abbiamo ribadito in ogni sede ufficiale. Le ragioni le ha spiegate molto bene il sindaco Franz Caruso, rendendo inutile ripeterle adesso», scrive ancora Francesco Graziadio. Secondo il capogruppo del Pd al Comune di Cosenza, «resta però, per noi consiglieri democratici, il problema del circolo del Pd di Cosenza, sempre meno credibile, sempre meno frequentato, e complice di Occhiuto nella messa in scena di martedì scorso. Uno spettacolo definito nei minimi dettagli, con i padroni di casa subalterni e contentissimi di interpretare il ruolo delle comparse e il presidente della Regione padrone della scena, fra rendering e ali festanti di tecnici interessati e plaudenti. Ma perché prestarsi a questa sceneggiata? Perché mettere in imbarazzo, per l’ennesima volta, il partito, i militanti, il popolo di una città tradizionalmente e orgogliosamente di sinistra? La verità è che il circolo cosentino del Pd è alla disperata ricerca di uno spicchio di visibilità, di un nuovo posizionamento che gli consenta di continuare a sognare uno strapuntino, una centrale di spesa, un qualsiasi relitto cui continuare ad aggrapparsi per evitare un declino politico che lo vede ormai isolato e ridotto ad una condizione definitivamente residuale. E cosa facciamo tutti noi, quando attraversiamo un momento di difficoltà? Ci rivolgiamo ai nostri amici più cari».
«Quando parliamo di consociativismo a Cosenza, non parliamo di tutto lo spettro della rappresentanza politica, parliamo di un gruppo di potere trasversale ai partiti e che, guarda caso, martedì scorso si trovava tutto in quella sala. Quella fra gli Occhiuto e gli Adamo non è una sbandata occasionale, non è un flirt primaverile innescato dai pollini, ma una passione profonda e antica che ha attraversato – trascinandola al ribasso – tutta la politica cittadina degli ultimi decenni. Non è iniziata martedì nella sala convegni dell’ex Banca d’Italia e nemmeno nella notte della vittoria di Faragalli alla Provincia, ma affonda le sue radici nel passato remoto», afferma Graziadio. «Una relazione sconveniente che ha regalato alla città l’umiliazione del governo di Mario Occhiuto, con le note e tragiche conseguenze per le tasche dei cosentini di ieri, di oggi e di domani, vista l’allegra interpretazione della cosa pubblica che nemmeno Cetto Laqualunque. Ma gli amici si sostengono, si scambiano favori. Ed eccoci di nuovo al convegno sulla sanità: Occhiuto aveva bisogno di una platea e di una claque, il circolo cosentino del Pd gli ha offerto entrambe le cose. Il presidente della Regione aveva tutto da guadagnare da questa situazione. Lo spostamento a Rende dell’ospedale di Cosenza sarà l’argomento principale delle prossime amministrative del capoluogo e il muro contro cui andrà a sbattere qualunque candidato dello schieramento di centrodestra. Occhiuto lo sa bene e sa bene anche che in molti, nella sua coalizione, non hanno ancora ingoiato una decisione così incomprensibile e autoritaria. L’invito del circolo del Pd è caduto proprio a fagiolo. Sempre che non sia stato proprio Occhiuto, visti gli attuali rapporti di forza, a chiedere ai suoi amici un piacere che questi non potevano permettersi di rifiutare. Insomma, da qualunque lato lo si guardi, il convegno di martedì scorso a tutto è servito tranne che a dare ai cosentini risposte, fatti concreti, speranze di una sanità accessibile a tutti. Ma se le strategie del presidente della Regione non sono un problema del Partito democratico, lo è invece il comportamento del circolo cittadino del Pd. Per questo gli rivolgo un appello: sciolgano il circolo e confluiscano in Forza Italia. I loro amici di sempre li accoglieranno a braccia aperte e la sinistra cosentina si libererà di un fardello che per troppo tempo ha soffocato l’attività politica riformista e progressista di una città che progressista e riformista lo è per natura, storia e tradizione», conclude il capogruppo del Pd al Comune di Cosenza.