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Patrimonio in bilico

L’Archivio di Stato di Reggio Calabria cerca casa: è in extracontratto dal 2010 e adesso deve sgombrare i locali

Dalla sede di via Lia Casalotto, dove si trova dal 1999, il ricco patrimonio documentale corre il rischio di finire fuori città

Pubblicato il: 03/05/2026 – 13:06
di Paola Suraci
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L’Archivio di Stato di Reggio Calabria cerca casa: è in extracontratto dal 2010 e adesso deve sgombrare i locali

REGGIO CALABRIA Il tempo stringe e le certezze scarseggiano. L’Archivio di Stato di Reggio Calabria — il più grande della Calabria — si trova oggi in una situazione sempre più critica: dalla sede di via Lia Casalotto, occupata dal 1999, l’Archivio dovrà sgomberare i locali, e non c’è ancora alcuna alternativa concreta all’orizzonte. Ora, mentre le istituzioni restano in silenzio, iniziano ad alzarsi le prime voci dalla città.

Una crisi annunciata

L’Archivio occupa quei locali in regime di extracontratto dal 2010. Nel corso degli anni sono state inviate richieste formali agli enti territoriali per ottenere una nuova sede, tutte cadute nel vuoto. L’ultima, partita dalla Soprintendenza Archivistica — alla quale il Ministero ha affidato anche le competenze sulla collocazione degli archivi — è ancora senza risposta. Se dovesse andare deserta anche questa, non resterebbe che avviare una pubblica indagine di mercato per trovare un immobile idoneo, con tutti i tempi incerti che questo comporta. Nel frattempo il rischio di dover spostare l’intero patrimonio documentale fuori dalla città si fa ogni giorno più concreto.

Il tentativo fallito con il Girasole

Nel 2025 sembrava essersi aperto uno spiraglio. L’ipotesi era quella di trasferire l’Archivio nell’ex mercato Girasole, immobile comunale abbandonato da anni e finito per tre volte all’asta senza trovare acquirenti. Un’operazione che avrebbe potuto risolvere due problemi in uno: dare una casa all’Archivio e strappare quella struttura al degrado. Ma la strada non è stata percorsa. La direttrice Angela Puleio aveva spiegato che i contatti con il Comune c’erano stati, così come un sopralluogo sull’edificio, ma che da lì a parlare di una vera trattativa ce ne passava. L’Archivio non aveva ancora mosso passi concreti verso quell’immobile e non era in condizione di farlo, in attesa che le verifiche tecniche sulla struttura dessero risposte definitive sulla sua idoneità. Per l’Archivio di Stato, quella porta appare oggi chiusa.

Cosa rischia di perdersi

Nella sola sede reggina sono custoditi atti notarili, registri, fondi di famiglie illustri e di enti pubblici che coprono la storia del territorio dal Medioevo fino al secolo scorso. Ci sono, poi, i grandi fondi privati, come quelli delle famiglie Spanò Bolani, Plutino e Trombetta, e poi tutta la documentazione prodotta dagli enti pubblici nel corso dei secoli. A completare il quadro, le due sezioni distaccate: quella di Locri, in affitto da privati, e quella di Palmi, che trova spazio nei locali comunali della Casa della Cultura Leonida Repaci. Trovare uno spazio adeguato non è impresa facile.

Le voci che si levano dalla città

Il ricercatore Filippo Arillotta ha scritto una lettera aperta ai rappresentanti istituzionali della città e ai quattro candidati sindaco in corsa per le elezioni comunali del 25 e 26 maggio, chiedendo loro di impegnarsi concretamente su questa vicenda prima che sia troppo tardi. Arillotta sottolinea come Reggio stia già pagando la chiusura prolungata dell’archivio storico comunale e della Biblioteca “De Nava”, e che perdere anche l’Archivio di Stato — o vederlo svuotato dei suoi documenti — sarebbe un colpo difficilmente reversibile per la cultura e la ricerca storica cittadina. Spostare i depositi lontano dalla città, senza sapere quando e se tornerebbero, significherebbe privare studiosi, ricercatori e scuole di uno strumento insostituibile. Anche l’ingegner Dito ha preso posizione, rivolgendosi direttamente ai quattro candidati sindaco — Battaglia, Cannizzaro, Lamberti Castronuovo e Pazzano — con una richiesta precisa: chi vincerà le elezioni si impegni fin da subito a convocare un tavolo tecnico tra Comune e Archivio di Stato per trovare una soluzione concreta alla questione della sede.

La direttrice non parla

Contattata dal Corriere della Calabria, la direttrice Angela Puleio ha fatto sapere di non poter rilasciare dichiarazioni in questo momento. Un riserbo comprensibile, forse legato alla delicatezza della fase in corso, ma che non attenua la gravità di una situazione ormai giunta a un punto di non ritorno. (redazione@corrierecal.it)

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