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A 3 anni dal crollo

«Viadotto Ortiano, mille giorni di polvere e promesse»

Celestino (Rinascita Longobucco): «Passerelle politiche e decisioni prese sopra le nostre teste, mentre il Comune tace»

Pubblicato il: 04/05/2026 – 8:30
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«Viadotto Ortiano, mille giorni di polvere e promesse»

LONGOBUCCO Tre anni dal crollo. Tre anni di isolamento. Tre anni di “vedremo”, “faremo”, “sentiremo”. Inizia così una nota di Eugenio Celestino (Per la Rinascita di Longobucco) sull’anniversario del crollo del viadotto Ortiano II (https://www.corrieredellacalabria.it/2026/05/01/viadotto-di-longobucco-tre-anni-dopo-il-crollo-e-corsa-contro-il-tempo/ ). «Questo – scrive Celestino – non è un anniversario come gli altri. È il triste compleanno di un vuoto che squarcia il nostro territorio. Il 3 maggio 2023 il viadotto Ortiano 2 veniva giù, e con lui cadevano le speranze e la sicurezza dei cittadini di Longobucco».
«In questi 1.095 giorni – aggiunge l’esponente di opposizione – abbiamo visto di tutto: passerelle politiche; decisioni prese sopra le nostre teste, come il recente “No” alla bretella civile in Prefettura, giustificato con l’idea assurda che un percorso alternativo precario sia “adeguato” per noi; un’Amministrazione Comunale che ha preferito tacere, fare da ufficio stampa di Anas, disertare l’aula consiliare e addirittura tentare di zittire i cittadini in Consiglio, piuttosto che pretendere con i pugni sul tavolo la fine di questo calvario».
Ma «mentre il sindaco Pirillo continua a fare lo spettatore, la magistratura sta scrivendo una storia ben diversa: sotto processo progettisti e dirigenti Anas devono rispondere in tribunale delle loro responsabilità. Il crollo non è stato una “fatalità”, ma un evento che ha messo a nudo falle enormi nella gestione dell’opera. 5 milioni di danni: La Corte dei Conti ha presentato il conto, contestando un danno erariale di quasi 5 milioni di euro. Soldi pubblici, soldi nostri, che secondo i magistrati contabili sono stati sprecati in un’opera venuta giù come un castello di carte. Com’è possibile – si chiede Celestino – che, di fronte a un danno erariale di tale portata e a processi penali in corso, l’Amministrazione Comunale si presenti in Prefettura per dire che “la viabilità alternativa è adeguata”?. Invece di farsi parte civile e pretendere risarcimenti e soluzioni immediate per i cittadini di Longobucco, il sindaco Pirillo ha scelto di assecondare i “No” di Anas sulla bretella civile».
«Ora ci dicono di aspettare il 31 luglio. Ci dicono che mancano “solo” pochi mesi. Ma come si può avere fiducia in chi ha permesso che passassero tre anni prima di vedere una luce in fondo al tunnel? Come si può star tranquilli quando la progettazione del quinto lotto verso contrada Foresta è stata svenduta in cambio del rifacimento della SS 531? Vogliamo sapere chi pagherà per questi tre anni di fango, chi risarcirà Longobucco per i 5 milioni di euro contestati e quando la Sila-Mare smetterà di essere un cantiere infinito. La nostra non è solo memoria, è sete di giustizia. Longobucco merita rispetto. Longobucco merita la sua strada» conclude Celestino.

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