Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 17:54
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

viabilità e disagi

Viadotto di Longobucco, tre anni dopo il crollo è corsa contro il tempo

Tra lavori in corso e inchiesta giudiziaria. La riapertura è prevista per fine luglio

Pubblicato il: 01/05/2026 – 17:00
di Eugenio Furia
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Viadotto di Longobucco, tre anni dopo il crollo è corsa contro il tempo

COSENZA Nei giorni post-decreto Ponte ce n’è uno, di ponte, che è fuori dai radar della politica ma tocca la carne viva di una comunità che da tempo subisce disagi negli spostamenti e nel diritto alla mobilità: domenica 3 maggio, infatti, saranno passati 3 anni esatti dal crollo del viadotto Ortiano 2 lungo la Strada Statale 177 dir Longobucco. Il cosiddetto “ponte di Longobucco”, costruito appena 9 anni prima, il 3 maggio del 2023 venne giù: dopo un primo cedimento era stato chiuso al traffico meno di due ore prima, per l’ingrossarsi del fiume Trionto. Ciò che ha evitato che accadesse una tragedia.

La tempistica dei lavori

Mancano poco più di 69 giornate lavorative a quel 31 luglio 2026 che è la data stabilita da Regione e Anas per il ripristino della viabilità in questo snodo strategico per tutta l’area jonica cosentina ma anche interna: nei giorni scorsi sono stati completati, al livello delle fondazioni, i passaggi tecnici propedeutici alla collocazione della struttura orizzontale portante e da cronoprogramma oggi inizia il mese in cui si potrà procedere all’attesissimo “varo delle travate”, vale a dire la fase ingegneristica di posizionamento definitivo delle travi dell’impalcato di ponti e viadotti; solo allora si potrà passare alle rifiniture (impermeabilizzazione, pavimentazione e posa di segnaletica e guard-rail).
Restano i disagi. La Cgil ha ricostruito che «​attualmente il collegamento verso Longobucco è garantito dalla SS 177 e dalla strada comunale “Destro”, oggetto di una recente riqualificazione. Tuttavia, permangono i disagi per le comunità locali e per il sistema produttivo dell’area, derivanti dai tempi di percorrenza e dalla natura dei percorsi alternativi. Per quanto riguarda il completamento dell’itinerario nel tratto compreso tra il ponte Caloveto e la SS 106 Jonica, si registra l’avanzamento del cosiddetto “V Lotto”, suddiviso in due stralci: il primo, relativo al “Ponte di Cropalati”, risulta interamente finanziato e con progetto definitivo già approvato; il secondo, riguardante la riqualificazione della SS 531, è invece fermo in attesa della necessaria copertura finanziaria».

L’inchiesta giudiziaria

E poi c’è il fronte giudiziario: il 16 giugno a Castrovillari prenderà il via processo ordinario per 6 imputati tra tecnici e dirigenti dell’Anas (sono stati altrettanti i proscioglimenti dopo l’udienza preliminare). Secondo l’impianto accusatorio, il crollo sarebbe stato causato dall’assenza dei micropali previsti dal progetto originario: il bando ne richiedeva 32 sotto tutti i plinti di fondazione per evitare fenomeni di scalzamento, ma la proposta dell’impresa aggiudicataria ne avrebbe previsti soltanto 15, con variazioni ritenute sostanziali rispetto alle prescrizioni iniziali. Il cedimento si verificò durante la piena del Trionto, ma per l’accusa la causa determinante sarebbe riconducibile a carenze progettuali e realizzative.(redazione@corrierecal.it)

LEGGI ANCHE

Ponte di Longobucco, dal crollo alle responsabilità. La Corte dei conti chiede i danni

Argomenti
Categorie collegate

x

x