«Il lavoro affonda tra salari bassi e precarietà, servono scelte strutturali»
La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo a Borgia per il Primo Maggio. Tra i presenti anche Tridico e Bruno

CATANZARO “Il Primo Maggio rischia spesso di scivolare nella retorica, ma quest’anno è impossibile permetterselo. Mai come oggi questa giornata è attuale, perché il lavoro è dentro una crisi che colpisce direttamente lavoratori, pensionati e famiglie”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, intervenendo a Borgia in occasione dell’evento organizzato dalla Camera del lavoro locale, a Piazza Ortona, nel cuore di Borgia, dove continua la tradizione della manifestazione del sindacato per festeggiare il Primo Maggio. “Parliamo di precarietà, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di salari che non reggono più l’urto dell’aumento del costo della vita. E dobbiamo dirlo con chiarezza: l’ultimo decreto sul lavoro non va nella direzione giusta, non dà risposte concrete e non restituisce dignità”, ha proseguito Scalese. “C’è un nodo che non può più essere aggirato: il crollo del potere d’acquisto. Se non si interviene sulla tassazione e sulla progressività fiscale, continueranno a pagare sempre gli stessi. Così come è incomprensibile non riconoscere pienamente gli arretrati nei rinnovi contrattuali: è una scelta che penalizza ancora una volta chi lavora”, ha aggiunto. “Resta poi aperta la questione dei contratti pirata e della rappresentanza: anche qui registriamo confusione e ambiguità. Si continua a parlare molto, ma si interviene poco, e il rischio è che anche il Primo Maggio venga piegato alla propaganda invece di diventare un momento di verità”, ha continuato. “In Calabria tutto questo pesa di più. Qui il lavoro manca, è precario, è instabile. Qui lo spopolamento e l’emigrazione dei giovani sono una ferita aperta: ragazze e ragazzi che non trovano condizioni dignitose e sono costretti a costruirsi un futuro altrove”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Area Vasta. “Non possiamo permetterci di perdere queste energie, non possiamo accettare che il nostro futuro venga svuotato. Non bastano bonus o incentivi temporanei: servono scelte vere, lavoro stabile, lavoro sicuro, lavoro dignitoso. Serve rimettere il lavoro al centro delle politiche pubbliche”, ha concluso Scalese.
Le presenze
Primo Maggio con i lavoratori e le lavoratrici nel nome dell’impegno e della memoria, anche a Borgia dove la comunità si è ritrovata come di consueto per una giornata intensa di partecipazione, memoria e impegno civile. Un appuntamento che ha unito istituzioni, rappresentanze sindacali e cittadini nel segno della storia del lavoro e delle battaglie che hanno segnato profondamente questo territorio.
«Il Primo Maggio, in un luogo come Borgia, assume un significato ancora più forte e attuale», ha dichiarato l’europarlamentare Pasquale Tridico. «Qui si intrecciano memoria e diritti: le lotte per la terra, le rivendicazioni dei braccianti, i sacrifici di intere generazioni che hanno contribuito a costruire le fondamenta della nostra democrazia. Non è soltanto un giorno di celebrazione, ma un’occasione per ribadire con forza che il lavoro deve restare al centro delle politiche pubbliche, in Italia e in Europa».
Tridico ha poi sottolineato il valore della presenza condivisa: «Essere qui oggi, insieme alla CGIL, alla sindaca e a tanti cittadini e lavoratori, significa riconoscere che quella storia non è chiusa nel passato. È una storia viva, che ci interpella e ci responsabilizza rispetto alle sfide attuali: dalla precarietà alle disuguaglianze, fino alla necessità di garantire diritti e tutele a tutti». A fargli eco Enzo Bruno, consigliere regionale capogruppo di Tridico Presidente che ha richiamato con forza il legame tra memoria e identità del territorio: «Borgia rappresenta una pagina fondamentale della storia del lavoro in Calabria. Qui il Primo Maggio richiama gli eventi legati all’occupazione delle terre e il sacrificio di tanti braccianti e lavoratori che hanno lottato per dignità e giustizia sociale. È una memoria che non possiamo disperdere». Bruno ha quindi evidenziato il valore collettivo della giornata: «La presenza oggi di istituzioni, sindacato e comunità dimostra quanto sia ancora forte il bisogno di ritrovarsi attorno a questi valori. Il Primo Maggio non è solo commemorazione, ma impegno concreto per difendere e rilanciare i diritti del lavoro, soprattutto in territori che continuano a vivere difficoltà e trasformazioni profonde». La giornata, condivisa con la CGIL, la sindaca Elisabeth Sacco e tanti cittadini, ha così assunto un significato che va oltre la celebrazione, trasformandosi in un momento di riflessione e rilancio. Borgia diventa simbolo di una storia collettiva più ampia: quella del movimento dei lavoratori e dei braccianti calabresi, che ha contribuito in modo determinante alla crescita democratica del Paese. Nel ricordo di quelle lotte, si rinnova oggi un impegno chiaro: guardare al futuro senza dimenticare le radici, continuando a costruire un modello di sviluppo fondato sul lavoro dignitoso, sulla giustizia sociale e sulla piena tutela dei diritti.
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