Castrolibero tra continuità e cambiamento, Perrotti: «Abbiamo costruito basi solide». Villella: «Città in declino»
Entra nel vivo la sfida per il post Orlandino Greco. La sfida tra l’assessore uscente e l’ex “alleato” tra turismo, commercio e rilancio dei borghi

LAMEZIA TERME Una sfida tra la «rinnovata continuità» di Nicoletta Perrotti e il «cambiamento» di Pasquale Villella. È stato un dibattito acceso ma all’insegna del rispetto reciproco tra i due candidati alle prossime elezioni amministrative di Castrolibero, ospiti della puntata de L’altra Politica – Speciale Elezioni andata in onda su L’altro Corriere Tv. Assente, invece, il terzo sfidante Francesco Serra, sindaco facente funzioni e candidato con la lista “Insieme per Castrolibero”, che ha invece declinato l’invito a partecipare al confronto. Si voterà il prossimo 24-25 maggio, in seguito all’elezione del sindaco Orlandino Greco al Consiglio regionale, che ha “costretto” Castrolibero ad anticipare il voto previsto per il 2028.
Le liste: “Rinascita Civica” e “Cambia-Menti”
Ed è proprio l’amministrazione uscente uno dei principali temi su cui si sono confrontati i due candidati sindaci. Da una parte Nicoletta Perrotti, con la lista “Rinascita Civica”, assessore comunale uscente, dall’altra Pasquale Villella, con “Cambia-Menti”. Liste civiche sulla scia di quel «civismo ormai dilagante» nelle elezioni amministrative, ma candidati che per diverso tempo hanno avuto una “casa” in comune: Rinascita Civica e l’Italia del Meridione con Orlandino Greco. Villella spiega però il suo allontanamento dal partito, reo di essersi «snaturato» nel corso del tempo. «Io sono sempre stato un progressista e ho detto no all’alleanza con la Lega. Poi mi è stato detto se esci da Italia del Meridione non puoi stare in Rinascita Civica» ricorda. Anche con la lista i rapporti si sono poi interrotti: «è vero che ho anche contribuito al programma, ma scriverlo e realizzarlo sono cose differenti». Promette invece continuità Nicoletta Perrotti: «Ho aderito a Rinascita Civica 13 anni fa e da lì è stato un impegno quotidiano. È un gruppo politico che ha al suo interno più anime, 12 candidati che hanno voluto sposare questo progetto politico iniziato nel 2023. Il mio programma riprende quello lì».
Il giudizio sull’amministrazione
Per Villella l’operato dell’amministrazione non è stato sufficiente, anche per questo ha deciso di scendere in campo: «Per noi il territorio di Castrolibero può offrire molto di più, mentre oggi vive un declino per lo spopolamento e un calo della produttività. Per questo uno dei nostri primo impegni che ci siamo prefissati è il lavoro, ovvero creare un indotto e offrire l’opportunità di investire a chi ha voglia di farlo». Azioni politiche che Perrotti, in rappresentanza dell’amministrazione, rivendica di aver fatto: «Non sono mancati gli interventi: abbiamo istituito zone franche, come ad esempio la possibilità di avere esenzioni sui tributi per chi investe nel centro storico o di avere deroghe sui limiti urbanistici». Ma anche – cita ancora Perrotti – opere finanziate dal Pnrr, una riorganizzazione della pubblica amministrazione, opere e lavori pubblici sul dissesto, servizi e politiche scolastiche. «Tutto questo viene fatto perché c’è un’amministrazione con un programma che riesce a garantire servizi ai cittadini che altri non hanno».

Le “zone economico speciali”
«Considerando le tasse importanti che pagano ci mancherebbe che non vengono corrisposti servizi» è la replica di Villella, che ha insistito sul calo demografico che pesa come un macigno sullo sviluppo di Castrolibero. E critica anche la gestione finanziaria dell’ente: «Siamo tutti preoccupati, negli ultimi 2-3 consigli ci sono stati ingenti debiti fuori bilancio». Sulla zona economica speciale di cui ha parlato Perrotti, Villella è più scettico: «Vanno contestualizzate, perché poi il rischio è lasciare escluse zone strategiche in cui ci sono imprese che investono». «Se tu avessi esperienza politica sapresti che per istituirle servono alcune caratteristiche precise» replica Perrotti.
Il rilancio del borgo storico
Per il rilancio di Castrolibero è indispensabile, concordano entrambi i candidati, puntare sulla rivalutazione del borgo storico. «Il centro storico di Castrolibero, così come la contrada di Ortomatera, hanno un potenziale inimmaginabile. Sono luoghi che bisogna far tornare ad essere dei brand, partendo dai servizi e da chi li vive. Non servono progetti megagalattici ma edilizia popolare» afferma Villella. Rivendica i risultati Perrotti, come il finanziamento ottenuto da oltre 2,7 milioni per rendere una scuola elementare un alloggio popolare per diverse famiglie. «Solo 12 unità» attacca Villella, critico sugli interventi dell’amministrazione sul social housing e sugli interventi in termini di edilizia: «Mi arrivano anche segnalazioni di persone con reddito basso che a lavori fatti hanno trovato mobili rotti». Piccata la risposta di Perrotti: «Se tu conoscessi le fasi dei lavori pubblici sapresti che l’impresa custodisce i mobili e se questi sono rovinati verranno risarciti. Ma qui parliamo di un problema serio, di un disagio abitativo vissuto dalle famiglie e tu parli dei mobili rotti?».
Turismo e lavoro
I due candidati hanno poi spiegato le loro proposte per il centro storico: Villella ha insistito sull’idea di un brand per la città che possa riportare il turismo, come avvenuto in tanti borghi calabresi, e sull’importanza del lavoro: «C’è stato un tempo in cui Castrolibero era terra di produzione con aziende che davano decine e decine di posti di lavoro. Oggi non è che si tratta di portare Mirafiori qui, ma dare l’opportunità a piccole e medie imprese, al commercio, all’artigianato che sono le colonne portanti dell’economia italiana, di poter tornare di nuovo a investire su Castrolibero. Però bisogna partire dal decoro urbano e dalle politiche di insediamento abitativo. Solo questi con questo tipo di servizi la città può tornare a splendere». Una svolta che, per Perrotti, è già iniziata: «Castrolibero deve avere una visione prima di tutto: per creare un brand devono esserci gli elementi essenziali, quindi dobbiamo rivalutare il nostro patrimonio artistico, da Santa Maria della Stella ai bagni del Palazzotto dove siamo già intervenuti».
La sedia “vuota”
Un ultimo passaggio sulla terza sedia “vuota”, quella del candidato Francesco Serra, che ha declinato l’invito. «Per il paese – chiosa Villella – non avere un confronto democratico con tutti i candidati non è il massimo in termini d’immagine. Candidarsi e sottrarsi al confronto è come voler giocare una partita di calcio senza scendere in campo». (redazione@corrierecal.it)
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