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Lotta agli incendi, la costante evoluzione del modello “Tolleranza Zero”

Dalla prevenzione all’uso sempre più esteso di droni e degli strumenti di intelligenza artificiale: così la Calabria affronta la potenziale emergenza

Pubblicato il: 07/05/2026 – 15:01
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Lotta agli incendi, la costante evoluzione del modello “Tolleranza Zero”

CATANZARO Droni, dati satellitari, intelligenza artificiale. La “tolleranza zero” della Regione nel contrasto agli incendi è un modello sempre più consolidato e soprattutto in continua evoluzione. L’integrazione tra tecnologie di monitoraggio, sinergie interistituzionali condensate in un gioco di squadra che vede impegnati diversi attori, e campagne di sensibilizzazione finalizzate a potenziare la prevenzione: tutto questo è alla base dell’ultimo Piano antincendio adottato dalla Giunta regionale e illustrato oggi a Catanzaro in un workshop che ha radunato attorno a un tavolo la Regione nelle sue vare articolazioni, il mondo universitario, le forze dell’ordine.

La “filosofia” del Piano Aib

A focalizzare il quadro l’assessore regionale alla forestazione Gianluca Gallo, che ha evidenziato come «il Piano antincendio boschivo 2026 presenta molte novità soprattutto sul fronte tecnologico. In questi anni, insieme al presidente Roberto Occhiuto, abbiamo investito molto nella prevenzione degli incendi, creando in Calabria un settore dedicato che lavora tutto l’anno. Puntiamo sempre di più su innovazione e prevenzione: collaboriamo con le università, utilizziamo sistemi satellitari e modelli matematici che, grazie anche alle previsioni meteo, ci permettono di individuare rapidamente le aree più a rischio e intervenire tempestivamente. È un approccio completamente diverso rispetto al passato». Gallo ha poi rivolto un appello ai calabresi, sottolineando la necessità di «prenderci tutti cura del nostro territorio e del patrimonio boschivo e naturalistico, che rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo della Calabria». Così come ha rivolto un appello agli enti locali che – ha sostenuto l’assessore – «hanno un ruolo essenziale nella cura e nel presidio del territorio: dove c’è incuria aumenta il rischio di incendi. Per questo chiediamo a tutti gli enti di lavorare in piena sintonia con la Regione, perché solo con una filiera organizzata e sinergica possiamo prevenire situazioni critiche e difendere il territorio».

Dettagli tecnici

Sul piano tecnico, il piano regionale è stato declinato da Raffaele Mangiardi (nella foto in basso), coordinatore della campagna Aib della Regione e della Control Room della Cittadella: «L’operazione “Tolleranza Zero” è partita nel 2022 come una buona pratica che, nel tempo, abbiamo condiviso anche a livello nazionale ed europeo. Oggi però si è evoluta in un vero sistema tecnologico avanzato per il monitoraggio del territorio. Il punto di forza è la possibilità di vedere in tempo reale, dalla control room, ciò che accade sul territorio attraverso i droni. Siamo partiti con appena cinque droni gestiti da un servizio esterno e oggi abbiamo strutturato un sistema regionale: il Dipartimento Forestazione – ha rimarcato Mangiardi – dispone di dieci piloti che operano ogni giorno dell’anno per attività di monitoraggio, insieme a una Control Room gestita da personale regionale, supportato anche da figure esterne per formazione e potenziamento del sistema. Abbiamo inoltre integrato nella piattaforma il modello digitale del territorio. Questo ci permette, appena viene individuato un innesco, di avere subito coordinate precise e informazioni fondamentali come dati meteo, incendi pregressi, caratteristiche della vegetazione e condizioni dell’area interessata. In pratica abbiamo costruito un vero “gemello digitale” del territorio, che ci consente di prendere decisioni rapide, mirate e soprattutto basate su dati concreti e completi». Elementi di conoscenza sono poi arrivati anche dal dirigente dell’Uoa Forestazione della Regione, Domenico Pallaria: «In questi anni – ha osservato Pallaria – abbiamo investito molto nell’innovazione e oggi raccogliamo i risultati di quel lavoro attraverso riconoscimenti importanti, progetti finanziati con fondi comunitari, collaborazioni con altre Regioni e il contributo fondamentale delle università».

Il ruolo delle forze dell’ordine

Come fondamentale è il contributo delle forze dell’ordine, a partire dai Carabinieri Forestali, che per il terzo anno hanno confermato la presenza nella Control Room: «Una posizione strategica per analizzare e valorizzare le immagini provenienti dal territorio attraverso i droni», ha spiegato il colonnello Giovanni Misceo, comandante regionale dei Carabinieri Forestali. «Sul territorio – ha aggiunto il colonnello Misceo – continuiamo a svolgere un’attività costante di prevenzione, controllo e verifica del rispetto delle norme nazionali e regionali a tutela delle aree boscate. In particolare vigiliamo sugli obblighi, per proprietari pubblici e privati, di realizzare le fasce di protezione, soprattutto nel periodo primaverile. Durante la campagna antincendio rafforziamo il pattugliamento e le attività dedicate al monitoraggio, alla prevenzione e alle indagini sugli incendi boschivi. A questo si aggiunge il lavoro successivo agli incendi, con la perimetrazione delle aree percorse dal fuoco, indispensabile per applicare i vincoli previsti dalla normativa nazionale. La presenza dei Carabinieri Forestali nella Control Room – ha concluso l’alto ufficiale dell’Arma – consiste proprio nell’analisi delle immagini raccolte dai droni sul territorio. Queste immagini vengono approfondite dai nostri reparti investigativi e possono consentire di accertare eventuali illeciti amministrativi o penali, offrendo così un supporto operativo di primaria importanza». (c. a.)

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