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I commissariamenti che hanno cambiato la Calabria

Dal sistema sanitario ai Comuni, dagli Enti parco alle fondazioni regionali, in Calabria il commissariamento si trasforma da misura eccezionale a modello stabile di governo

Pubblicato il: 11/05/2026 – 10:49
di Fabio Benincasa
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I commissariamenti che hanno cambiato la Calabria

COSENZA Democrazia sospesa e commissariamenti sostitutivi hanno segnato gli ultimi anni di storia della Calabria. Dai comuni ai Parchi, dalle Fondazioni alla sanità, la sospensione degli organi ordinari ha assunto una dimensione quasi eterna, non circoscritta nel tempo e nei modi. All’interno di questa arena, – sottolinea il docente e ricercatore Antonio Costabile nel libro “Il commissariamento della politica” – «intorno ai commissari, con modalità palesi, silenti oppure occulte e qualche volte minacciose, si trovano ad agire, competere, confliggere, collaborare una lunga serie di attori pubblici e privati: soggetti istituzionali nazionali, regionali e locali, agenzie periferiche dello Stato, attori politici, civici e sociali, massmedia, organizzazioni criminali». Campania, Veneto, Lazio e Calabria, sperimentano un uso frequente dell’istituto del commissariamento, seppure con intensità lontana dal picco siciliano, e una grande variabilità nella durata.

Sanità commissariata

«Il problema dei commissariamenti in sanità è che partono e arrivano spesso solo alla parità di bilancio. Il commissario dovrebbe assicurarsi che non solo si spenda bene il denaro pubblico, ma che soprattutto si garantisca la salute ai cittadini», dice Rosy Bindi al Corriere della Calabria. L’ex ministra della Salute ricorda bene quando nel 2007 furono commissariate le sanità regionali di Campania, Calabria, Abruzzo, Lazio, Liguria, Molise, Sardegna e Sicilia sottoposte ai Piani di rientro dal disavanzo finanziario dei rispettivi bilanci. Tuttavia quando un commissariamento «dura ininterrottamente per 15 anni, come accade al settore della sanità in Calabria, è evidente che la gestione commissariale smarrisce la sua natura di straordinarietà per vestire i panni di una nuova normalità amministrativa e politica». La fine del commissariamento della sanità calabrese segna – per il governatore Roberto Occhiuto – «un evento storico perché ci libera da una camicia di forza dopo 17 anni». Problema definitivamente risolto? No, la Calabria resta ancora in piano di rientro, che tradotto vuol dire “sacrifici” e margini di manovra decisamente ristretti. Il peggio è passato, il meglio deve ancora venire. Con riferimento al “caso” Calabria, il testo “Il commissariamento della politica” mostra come siano stati particolarmente impegnativi per le
aree meridionali, «poiché i criteri finanziari, le esigenze di standardizzazione delle procedure sono state privilegiate rispetto agli obiettivi sociali e alle istanze di differenziazione delle scelte politiche e amministrative». Ed ancora, i commissariamenti della sanità, finiscono per produrre effetti rilevanti sulla vita dei cittadini «spesso costretti a fare riferimento a servizi sanitari inadeguati sotto il profilo della dotazione e della qualità delle prestazioni, a causa, oltre che delle inefficienze gestionali, della contrazione dei trasferimenti centrali».

Enti parco, Zes e Comuni

Alla mannaia dei commissariamenti non sfuggono neanche le Zes: le Zone economiche speciali, istituite con il preciso compito di stimolare l’economia, la competitività e l’occupazione in specifiche aree del Mezzogiorno. Discorso diverso per gli Enti comunali caduti a seguito di dimissioni, alla mancata approvazione esercizio contabile e alla presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata. In questo caso, emerge dalla ricerca, «il ricorso al commissariamento dei Comuni si è fortemente stemperato, a ragione probabilmente della pandemia». I ricercatori e gli autori del libro sottolineano anche la «crisi ventennale» in Calabria del settore forestale con le 20 comunità montane poste in liquidazione dal 2013 e ancora non estinte (l’iter è stato per ora prorogato al 30 dicembre 2026). E Calabria (insieme alla Sicilia) detiene anche il primato di Regione in cui risulta più lungo il commissariamento degli Enti parco.

Le Fondazioni

Altro nodo affrontato nel testo riguarda, in Calabria, il commissariamento di alcune fondazioni. Quello di Calabria Etica è durato molti anni, «realizzatosi sullo sfondo di una considerevole opacità gestionale». «Il commissariamento della Fondazione, istituita nel 2001 nel campo del welfare regionale e sottoposta a liquidazione nel 2015 a seguito di indagini giudiziarie, si è concluso solo nel 2023». Ed ancora, la Fondazione Field, ente in house per le politiche attive del lavoro della Calabria, «è stata commissariata prima per l’estinzione poi per l’accorpamento nell’azienda Calabria Lavoro nell’ambito della quale si sono avvicendati numerosi commissari nelle more della nomina del Direttore generale». Nel caso di specie, «il processo di riorganizzazione si è dilatato per anni con criticità che hanno caratterizzato sia la gestione ordinaria che quella straordinaria». I dettagli segnalati dai ricercatori riguardano gli «elevati costi del personale e consulenze mal documentate, con commissari revocati o dimissionari a seguito di indagini della magistratura». La Fondazione Mediterranea Terina Onlus è «in gestione commissariale dal 2013 per ritardi nella nomina degli organi e per l’avvio di una procedura di liquidazione tuttora in corso». (f.benincasa@corrierecal.it)

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