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Mafia, Melillo: «Foggia caso più grave di Calabria e Sicilia»

L’allarme del procuratore nazionale antimafia

Pubblicato il: 11/05/2026 – 13:44
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Mafia, Melillo: «Foggia caso più grave di Calabria e Sicilia»

FOGGIA «La mafia è una questione troppo seria per essere considerata semplicemente questione dei magistrati e delle forze di polizia. Sarebbe un grave sbaglio, ma io credo che sia uno sbaglio che si commette sovente, quello di ridurre la questione mafiosa e, soprattutto la questione mafiosa a Foggia, ad una questione di ordine pubblico». Lo ha detto Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, a Foggia nel corso di una conferenza stampa per illustrare tre operazioni che hanno portato all’arresto di 21 persone che riguardano reati di estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, e omicidi. «Perché esiste sicuramente – ha aggiunto Melillo – questa dimensione violenta e intimidatoria, ma questa matrice originaria è strumentale a strategie criminose molto più complesse, che sono essenzialmente strategie di espansione affaristica. Gli omicidi, le estorsioni sono semplicemente gli strumenti per mantenere in vita la reputazione violenta di un’organizzazione che però è molto più complessa, che è fatta di altro. Che è fatta di un tessuto di imprese fiduciarie di interessi praticamente mafiosi, che è fatta di controllo di interi settori dell’economia cittadina, dell’economia della Capitanata. Vogliamo parlare di ciò che va sotto il nome di agromafia e di ciò che avviene ogni giorno anche in queste ore, sotto gli occhi di tutti e nell’indifferenza di tutti, vale a dire una condizione schiavile del lavoro agricolo. Di un’attività di produzione raccolta di prodotti agricoli che costituisce una delle principali fonti di alimentazione finanziaria del crimine organizzato foggiano o vogliamo parlare del sostanziale compenetrazione di pezzi significativi del tessuto imprenditoriale e commerciale di questa terra con la stessa organizzazione mafiosa».
Il procuratore Melillo ha spiegato che «è bene che di queste questioni ci sia chiarezza perché quando la mafia diventa semplicemente una questione di ordine pubblico esce fuori dall’agenda di tutte le istituzioni diverse da quella della magistratura, delle forze di polizia, non è più una questione che investe il complesso delle politiche pubbliche, diventa una questione rispetto alla quale si può praticare indifferenza, si può credere o coltivare l’illusione che se ne debbano occupare i magistrati. La magistratura fa la sua parte, lo fanno le forze di polizia, ma la questione della mafia interroga le coscienze delle istituzioni rappresentative, politiche, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni di sindacali, dei cittadini nel loro complesso». Per il procuratore nazionale «da questo punto di vista la situazione a Foggia è persino più grave di quella che si rivela nella Sicilia occidentale o in Calabria. Qui non è ancora avvenuto in maniera aperta, definitiva, la rottura del patto di omertà che regge i rapporti tra mafiosi e vittime dei reati prettamente mafiosi. Soprattutto – ed è questo lo scenario investigativo sul quale la Procura distrettuale di Bari e anche il mio ufficio si impegnano in futuro – riguarda le componenti più sofisticate e più raffinate delle organizzazioni criminali, che non sono quelle che gestiscono i riti della violenza, sono quelle che accumulano ricchezza e da questo punto di vista la situazione criminale in questa regione è molto più grave di quella che appare. Perché l’espansione affaristica, l’espansione economica, i processi di accumulazione della ricchezza delle mafie foggiane vanno ben oltre i confini della provincia di Foggia, hanno letteralmente invaso le regioni circostanti, in Molise, Abruzzo, una parte significativa anche della Campania. Le mafie foggiane partecipano al pieno titolo a processi di riciclaggio e investimento speculativo che arrivano molto lontano. Quando tutto ciò sarà chiaro, probabilmente si farà un passo avanti importante nella comprensione di un fenomeno che è in grado di strozzare letteralmente la vita, non semplicemente la vita economica, la vita sociale, la vita democratica di un’intera comunità. Ed è questa la ragione per la quale nel futuro moltiplicheremo i nostri sforzi e li moltiplicheremo soprattutto sul versante del contrasto patrimoniale della criminalità organizzata foggiana ed è probabile che ci siano nuove occasioni per discuterne o per parlarne insieme».

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