Mafia foggiana, blitz tra estorsioni e omicidi: 18 misure cautelari
Colpo ai clan: imprenditori vessati

FOGGIA Operazione congiunta della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della procura della Repubblica di Foggia, con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo: eseguite 18 misure cautelari personali nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di molteplici episodi estorsivi ai danni di imprenditori foggiani, commessi con metodo mafioso e al fine di agevolare la mafia foggiana e le sue batterie. La Sisco di Bari e la squadra mobile di Foggia hanno inoltre arrestato altri due presunti esponenti di spicco della mafia garganica in relazione al duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, avvenuto ad Apricena il 20 giugno 2017. La squadra mobile di Foggia e il nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Foggia hanno infine sottoposto a fermo il presunto autore dell’omicidio di Stefano Bruno e del duplice tentato omicidio di Saverio Bruno e Pasquale Bruno, fatti avvenuti a Foggia il 29 aprile 2026. Le indagini, spiega la polizia in una nota, sono iniziate grazie a una prima denuncia per tentata estorsione presentata da un imprenditore foggiano agli inizi dell’ottobre 2024 e si sono sviluppate per oltre un anno, “consentendo di raccogliere molteplici elementi indiziari nei riguardi degli indagati ed evidenziando, a fronte della spregiudicatezza delle condotte estorsive messe in atto verso alcuni imprenditori locali, una capacità di reazione e resilienza da parte delle vittime, avvalorata dal fatto che un significativo numero degli episodi estorsivi provvisoriamente addebitati agli indagati sono stati denunciati dalle vittime”. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, si è appurato che “il denaro estorto ad alcuni imprenditori locali sarebbe stato suddiviso, con modalità concordate, fra le batterie Moretti-Pellegrino e Sinesi-Francavilla, costituenti le due articolazioni più importanti dell’organizzazione mafiosa denominata Società Foggiana“. Le richieste estorsive avanzate a imprenditori e commercianti venivano formulate modulando somma e cadenza della corresponsione, da caso a caso; in una circostanza, alla vittima veniva intimato di versare una tangente pari al 10% dell’importo di ciascun appalto. Da segnalare che per uno dei tentativi di estorsione l’iniziativa era partita direttamente dal carcere dove, attraverso l’utilizzo di social media, il presunto estorsore avrebbe richiesto la somma di ventimila euro indicando, altresì, le persone a cui si sarebbe dovuto consegnare il denaro. Alcune delle vittime erano imprenditori attivi nel settore agricolo e nell’energia. Il provvedimento cautelare è eseguito dalla Squadra Mobile di Foggia, con il supporto fornito dai Reparti Prevenzione Crimine di Napoli, Bari, Foggia, Vibo Valentia e Potenza, dalle unità cinofile anti-esplosivo e antidroga di Napoli, Bari e Ladispoli, degli artificieri di Bari, dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica e Sicurezza Cibernetica di Bari e del 9° Reparto Volo di Bari.
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