Garanzia dei Lea, mobilità passiva, smaltimento delle liste d’attesa. Così la Regione finanzia la sanità
Nel Rendiconto il dettaglio delle entrate e delle spese di un settore che assorbe quasi l’80% delle risorse regionali

CATANZARO Oltre 3,3 miliardi per la “garanzia” dei Lea, oltre 360 milioni per la mobilità passiva, oltre 13 milioni per lo smaltimento delle liste d’attesa. Sono queste le voci più consistenti delle spese sostenute dalla Regione per la sanità nel 2025: è quanto emerge dalle tabelle del Rendiconto approvato dalla Giunta e ora all’esame del Consiglio regionale, tabelle che rappresentano un vero e proprio “documento” su come viene finanziato il Fondo sanitario regionale, determinato sulla base delle assegnazioni effettuate dallo Stato con l’intesa del 29 dicembre 2025 sulla proposta del Ministero della Salute. In totale, per la Calabria, con riferimento al 2025, il finanziamento è stato pari a 4 miliardi (per la precisione 4,069 miliardi): questo il plafond fissato nel Rendiconto della Regione, dal quale inoltre si conferma il “peso” preponderante della sanità sulle casse della Cittadella (un “peso” quantificato nel 78% dell’intera manovra contabile).
Il finanziamento del Ssr
Fronte entrate, circa mezzo miliardo proviene da tributi destinati al finanziamento del Ssr (251 milioni Irap, 211 milioni Irpef), 3,5 miliardi dall’Iva, “solo” 35 mln dalla mobilità attiva (cioè quanto le Regioni versano alla Calabria per aver curato cittadini non calabresi). Fronte spese, con i 4,069 miliardi a disposizione la Regione – secondo una ripartizione delle voci comunque ormai consolidata – ha finanziato soprattutto 3,234 miliardi come “finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei Lea”, a cui vanno sommate le cifre di cui sopra per la mobilità passiva e lo smaltimento delle liste d’attesa. Altre spese rilevanti – secondo quanto riportano le tabelle del Rendiconto 2025 – hanno riguardato la Quota integrativa 2025 (risorse aggiuntive/integrative, legate a riequilibri finanziari o verifiche ministeriali; 251 milioni), “Interventi di assistenza territoriale per il riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid 19” (35 mln), “Servizi informativi e di telecomunicazione” (17 mln), Arpacal (15 mln) e il contratto accessorio della dirigenza medica (oltre 5 milioni). (a. c.)
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