Reggio Calabria, l’appello di “Gotha” stravolge la sentenza di primo grado. Assolti Paolo Romeo e Don Pino Strangio
L’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi è stato assolto in appello, così come era avvenuto in primo grado. Assolto anche l’avvocato Antonio Marra

REGGIO CALABRIA La Corte d’appello di Reggio Calabria (presidente Gianfranco Grillone, a latere giudici Annalisa Natale e Margherita Berardi) in riforma della sentenza emessa il 30 luglio 2021 dal tribunale di Reggio Calabria, ha disposto numerose assoluzioni, alcune delle quali illustri, nel processo di secondo grado per gli imputati coinvolti nell’operazione “Gotha” che aveva messo nel mirino una presunta «componente segreta della ‘ndrangheta». L’ex senatore di Forza Italia Antonio Caridi è stato assolto in appello, così come era avvenuto in primo grado, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
La sentenza
Francesco Sarra (recentemente scomparso) è stato assolto perchè il fatto non sussiste. Stessa decisione presa nei confronti di Paolo Romeo (nei suoi confronti, però, la Corte d’Appello ha disposto la trasmissione degli atti in Procura affinché rivaluti l’accusa riqualificando l’associazione mafiosa con il concorso esterno). Secondo i pm, infatti, era a capo di quella che, per i giudici del Tribunale, non era «solo una semplice lobby ma una convergenza di soggetti con ruoli istituzionali in un ente partecipato anche da soggetti appartenenti alle consorterie criminali». Un impianto accusatorio che, però, non ha retto in Appello dopo che la Cassazione lo scorso dicembre ha annullato per la seconda volta e ha assolto definitivamente l’avvocato Giorgio De Stefano, l’altro imputato principale del processo assieme a Romeo. Assolti anche Marcello Francesco Antonio Cammera, Antonio Marra, Giuseppe Strangio.
Dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Carmine Vincenzo Barbieri, Rocco Giovanni Giuseppe Rechichi e Giovanni Zimbo (per il reato loro ascritto al capo qq) perché estinto per prescrizione.
Pene rideterminate per Salvatore Primo Gioè (reato al capo jj estinto per prescrizione) in 12 anni di reclusione; Cartisano Carmelo Giuseppe a 11 anni; Giuseppe Chirico (assolto per il capo a) a 10 anni, Alessandro Bruno Delfino a 3 anni.
Ridotta l’entità del risarcimento disposto in primo grado nei confronti di “Libera. associazioni, nomi e numeri coniro le mafie” a 100mila euro; “Associazione antimafia ed antiracket-La verita Vive”, CGIL Nazionale, CGIL Regione Calabria, CGIL camera del lavoro di Reggio Calabria, Comunità di vita cristiana italiana a 50mila euro.
L’inchiesta e il primo grado
La verità processuale, seppur parziale, restituisce qualche elemento in più sui rappresentanti protagonisti della ricostruzione dell’accusa: professionisti, politici, appartenenti alla massoneria, presunti affiliati ai clan. La sentenza di primo grado del rito ordinario del processo “Gotha” aveva dato un segnale netto rispetto alla sussistenza della presunta “cupola” e della componente politica. Paolo Romeo, era stato ritenuto colpevole (oggi è stato assolto) e ritenuto dall’accusa ai vertici del sistema. Tra le figure politiche spiccano i nomi dell’ex sottosegretario regionale, recentemente scomparso, Alberto Sarra condannato in primo grado a 13 anni ed oggi assolto. Altri nomi importanti sono quelli del dirigente pubblico Marcello Cammera, assolto in appello e condannato in primo grado a 2 anni e Carmelo Giuseppe Cartisano condannato in primo grado a 20 anni ed oggi dinanzi ad una pena quasi dimezzata. Per lo storico rettore del santuario di Polsi, don Pino Strangio la condanna emessa nel 2021 era a 9 anni e 4 mesi, oggi invece per lui è arrivata l’assoluzione.
La difesa di Caridi
«Rigettando l’impugnazione che era stata presentata dalla Procura della Repubblica, la Corte ha nuovamente confermato che le accuse nei confronti di Antonio Caridi, che ne provocarono l’arresto e una lunga detenzione cautelare, sono e sono sempre state del tutto prive di fondamento». Lo affermano i legali di Caridi, gli avvocati Valerio Spigarelli e Carlo Morace, che in una nota esprimono la loro «più profonda soddisfazione». «Resta l’amara considerazione – proseguono – che la vita di un parlamentare della Repubblica, prima ancora che dall’ingiustizia degli addebiti mossi nei suoi confronti, e dell’altrettanto ingiusta carcerazione cautelare subita per oltre due anni, a suo tempo venne sacrificato alle divinità del populismo giudiziario dai suoi stessi colleghi parlamentari che, senza avere neppure il tempo materiale di leggere le carte processuali, ne autorizzarono l’arresto». «La sentenza odierna, che peraltro scardina definitivamente l’impianto accusatorio alla base del processo Gotha – concludono i legali – restituisce a Caridi e alla sua famiglia l’onore ingiustamente messo in discussione, ma certo non ne cancella il dolore e la sofferenza umana, né lava la macchia che nella storia parlamentare del Paese questa vicenda ha lasciato». (f.benincasa@corrierecal.it)
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