Museo archeologico di Reggio, obiettivo diventare hub culturale del Mediterraneo puntando sul coinvolgimento dei privati
Intervista del direttore del “Marc”, Sudano, su “Il Sole 24 Ore”: la novità del Piano strategico 2026-28

LAMEZIA TERME Diventare un hub culturale del Mediterraneo, punto di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia, e un motore di crescita per il territorio. Gli obiettivi del Museo archeologico di Reggio Calabria, il “Marc“, secondo il direttore Fabrizio Sudano, intervistato da “Il Sole 24 Ore”, per il quale il Sudano arrivato a luglio 2024, ha ridisegnato il volto di questo “gioiello” che ospita i Bronzi di Riace. La novità è il Piano strategico 2026-28, il primo realizzato dal Museo: è uno dei pochi realizzati da un’istituzione museale in Italia e quella di puntare sul coinvolgimento dei privati è un dato caratterizzante. Il servizio del “Il Sole 24 Ore” cita anche i dati della crescita del “Marc”, con «un numero di visitatori aumentato rapidamente, raggiungendo la cifra record di 260mila ingressi nel 2025, superiore anche al numero di visitatori pre-Covid», e «l’aumento esponenziale degli incassi, che nel 2025 hanno superato quota 1,2 milioni, il doppio rispetto a 601mila euro del 2020». «Tuttavia – spiega Sudano – i soli ricavi della biglietteria e delle altre attività che generano reddito non sono sufficienti a sostenere progetti speciali o interventi strutturali importanti», come ad esempio il restauro e il rinnovamento della salita dei Bronzi di Riace. Per questo il “Marc” ha partecipato, cosa mai fatta prima, a bandi per i fondi speciali che il Ministero della Cultura mette a disposizione per progetti meritevoli, in aggiunta a quelli ordinari annuali. Fondi ottenuti e già destinati agli interventi di manutenzione e ristrutturazione ma anche di innovazione tecnologica. «Ora però – spega Sudano – abbiamo davanti alcune grandi sfide», tra cui la ristrutturazione della sala dei Bronzi, costo stimato attorno a 5 milioni. «La speranza è che qualche grande azienda, anche estera, si faccia avanti – osserva Sudano – altrimenti andremo noi a bussare alle porte dei grandi gruppi. Purtroppo non siamo a Milano o Roma e in Calabria non è facile trovare sponsor privati o mecenati. Non a caso i finanziamenti privati sono quasi inesistenti nel nostro bilancio». Il ruolo delle imprese dunque sarà fondamentale per dare vita a un museo più moderno. (redazione@corrierecal.it)
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