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Strage di Amendolara, Occhiuto: «Al sopravvissuto daremo la possibilità di lavorare»

Il presidente della Regione a “Realpolitik”: «Quanto è successo non può essere attribuito alla responsabilità di un ministro o di un governo»

Pubblicato il: 03/06/2026 – 22:43
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Strage di Amendolara, Occhiuto: «Al sopravvissuto daremo la possibilità di lavorare»

CATANZARO «Verranno due ministri dopodomani in Calabria: ci sarà un incontro con il Ministro del Lavoro e il Ministro dell’Agricoltura per discutere delle iniziative da mettere in campo e per continuare il lavoro che il Governo sta facendo in Calabria, anche su questo tema». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo a “Realpolitik” di Tommaso Labate su Rete4, con riferimento alla strage di Amendolara. «In Calabria – ha ricordato Occhiuto – c’è stata per decenni la vergogna del campo di San Ferdinando, proprio lì a Gioia Tauro. Ora si sta smantellando quel campo grazie al fatto che San Ferdinando e Gioia Tauro rientrano nel decreto che il Governo ha approvato sulle aree degradate delle grandi periferie italiane. Quindi si sta lavorando in questa direzione. È evidente che quanto è successo non può essere attribuito alla responsabilità di un ministro o di un governo. Certo, bisogna essere inflessibili con gli imprenditori che ricorrono al caporalato. Nella mia regione, per esempio, ho stabilito già da tempo una premialità per le imprese che si fanno certificare rispetto ai lavoratori che impiegano. Nel settore agricolo, infatti, attribuiamo quattro punti aggiuntivi di premialità a queste imprese». Occhiuto ha poi concluso: «All’epoca della tragedia d Cutro facemmo un bando per formare i superstiti, e riuscimmo a dare loro la possibilità di lavorare nelle nostre imprese. Faremo la stessa cosa con il sopravvissuto di Amendolara».

«Stiamo subendo il tema dell’immigrazione da decenni»

Quelle di Amendolara – ha sostenuto Occhiuto – «sono immagini disumane. Anch’io ho voluto condividerle perché pensavo fosse giusto che colpissero la coscienza di ciascuno. Io cerco di fare un racconto positivo della mia regione, ma la mia regione, come altre regioni del Mezzogiorno e come altre regioni d’Italia — perché qualche settimana fa abbiamo scoperto che fenomeni di caporalato interessano anche regioni del Nord del Paese — vive situazioni del genere. E io volevo che i cittadini guardassero quelle immagini come un pugno nello stomaco. Ma quelle immagini non raccontano solo la piaga del caporalato: raccontano anche il tema dell’inclusione non riuscita negli ultimi anni, negli ultimi decenni. Spesso il tema della migrazione viene utilizzato come una clava contro il governo di turno. In quella casa stavano in dieci, e non dovevano stare in dieci. Io, per esempio, ho deciso di investire una parte delle risorse del social housing per destinarle alle imprese agricole, affinché possano offrire un alloggio ai migranti che lavorano nelle loro aziende. Noi stiamo subendo il tema dell’immigrazione da decenni, ormai, all’interno di uno scontro ideologico tra una sinistra troppo permissivista e giustificazionista, che vorrebbe che tutti fossero accolti, e anche un centrodestra — la mia parte politica — che non si pone il problema del fatto che la migrazione vada governata. Questo governo ha fatto molto bene nel ridurre gli sbarchi, ma c’è ancora molto da fare. Per esempio – ha proseguito Occhiuto – bisogna fare in modo che chi viene in Italia possa lavorare avendo gli stessi diritti dei lavoratori italiani. Io, per esempio, sto cercando di portare i centri per l’impiego in Tunisia, i centri per l’impiego della mia regione, perché anche nella mia regione le imprese dell’agricoltura e dell’edilizia hanno difficoltà a trovare lavoratori. Noi abbiamo importato le mafie dal Pakistan; prima importavamo la mafia nigeriana, ora abbiamo importato la mafia pakistana. Se importiamo queste mafie è perché non governiamo più il processo migratorio». (a. c.)

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