L’ombra dell’autonomia differenziata sulla Calabria
Il pressing di Calderoli riporta in primo piano una riforma che divide il Paese e torna il confronto sul rischio di un Sud sempre più distante dal Nord

Non c’è dibattito sulla legge elettorale che tenga: l’autonomia differenziata così come delineata nel ddl Calderoli, cavallo di battaglia della Lega, resta nei pensieri degli esponenti di punta del Carroccio e promette di far sentire con forza i suoi effetti anche e soprattutto in Calabria. Il tema, assai controverso, riguadagna spazio a dispetto dello stop della Consulta ai sette profili di illegittimità sanzionati: dai Livelli essenziali di prestazione – Lep – alle aliquote sui tributi. Così, adesso, a distanza di oltre un anno e mezzo da quel pronunciamento e mentre sono iniziate le audizioni nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato in forma congiunta, l’ombra del ricatto politico si allunga sull’iter di una riforma che rischia di creare non poche difficoltà alla maggioranza di governo, stante la posizione esplicitata in modo chiaro dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli: «Una cosa è certa – ha sentenziato infatti di recente l’esponente leghista – e la sappiamo tutti: se non c’è l’Autonomia non c’è nient’altro». Insomma, siamo all’aut aut. E, in Calabria, se a questo si aggiungono le incertezze delle ultime scelte di Roberto Occhiuto, in un primo tempo apparso strenuo difensore degli interessi del Sud, per poi cedere apponendo la propria firma alle pre-intese tra lo Stato e quattro Regioni – Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte – in sede di Conferenza Stato-Regioni, il cerchio potrebbe chiudersi. E non certo in modo positivo per una regione, la Calabria, costretta a scontare tutta una serie di limiti e di difficoltà. Insomma, gli ingredienti perché la polemica riparta in grande stile ci sono tutti e nella regione, soprattutto nell’aula di Palazzo Campanella, iniziano a echeggiare i primi sentori. «Occhiuto revochi l’assenso», tuona la consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva Filomena Greco, latrice di una mozione in Consiglio regionale. «Il presidente Occhiuto – lamenta la consigliera – ha votato a favore delle pre-intese sull’autonomia differenziata in Conferenza Stato-Regioni, senza ritenere necessario un preventivo confronto con il Consiglio regionale su una scelta destinata a incidere profondamente sul futuro della Calabria, sull’assetto dei servizi essenziali e sui diritti dei cittadini».
E Greco non è la sola ad alzare la voce e i toni: l’argomento sta molto a cuore anche alla consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo, che non nasconde la propria preoccupazione chiedendosi se «è a queste condizioni che ci avviamo a cuor leggero verso l’autonomia differenziata. Il diritto universale alla salute, che noi tutti dobbiamo a Tina Anselmi, inizia a scricchiolare già dalle fondamenta».
«Siamo talmente dipendenti – insiste l’esponente dem, prendendo come riferimento l’ultimo rapporto su “Sussidiarietà e salute” presentato di recente proprio alla Cittadella regionale – da ambire all’Autonomia. Ma il concetto diventa paradosso se ci si cala nella realtà della nostra regione. La Calabria in materia di sanità è in grado di coprire con risorse proprie il 10% delle spese, il restante 90% ce lo mette lo Stato». Non si tratta, come è facile capire da queste prime schermaglie, di una questione di poco momento: la scelta di assecondare i desiderata di alcune regioni forti del Nord, cancellando meccanismi di perequazione necessari a garantire pari condizioni di base a tutti i cittadini italiani, siano essi residenti nel Meridione o al Nord, rischia di trascinare in un baratro ulteriore – e forse definitivo – una regione avvinta da carenze di ogni tipo e alle prese con una desertificazione sociale e produttiva che rischia di accentuarsi, accrescendo le disparità tra territori nel Paese in tema di diritti fondamentali come sanità, trasporti e istruzione.
Intanto, però, il ministro Calderoli, già artefice della riforma elettorale passata agli annali come “Porcellum”, si mostra deciso ad andare avanti per la sua strada. Vedremo se il suo percorso incrocerà quello del governatore calabrese e cosa da questo incontro eventualmente scaturirà. (redazione@corrierecal.it)
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