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CarPediEm continua il suo percorso a Catanzaro

Sportelli per le famiglie, laboratori per i giovani e interventi anche nell’Istituto penale minorile

Pubblicato il: 08/06/2026 – 13:36
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CarPediEm continua il suo percorso a Catanzaro

CATANZARO Prosegue sul territorio catanzarese il progetto CarPediEm – Creare Presìdi Educativi, l’iniziativa promossa dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS e sostenuta dal Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nata con l’obiettivo di prevenire il disagio giovanile, contrastare le dipendenze e rafforzare le reti educative e sociali a sostegno delle famiglie. L’attività progettuale sta entrando sempre più nel vivo attraverso una serie di interventi che coinvolgono direttamente giovani, genitori, educatori e operatori del territorio. L’obiettivo è quello di intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità e rischio, promuovendo percorsi di accompagnamento e crescita capaci di offrire alternative concrete ai fenomeni legati all’uso di sostanze e ad altre forme di marginalità sociale. Tra le azioni già avviate rientra lo Sportello SOS Famiglie, pensato come spazio di ascolto e supporto per i genitori, insieme alle attività di formazione rivolte agli educatori naturali, dagli insegnanti agli animatori fino alle stesse famiglie. Un lavoro che punta a rafforzare gli strumenti educativi e la capacità di riconoscere tempestivamente segnali di disagio nei ragazzi. Particolare attenzione è rivolta ai giovani attraverso le attività sviluppate nel quartiere Aranceto, dove il progetto ha attivato uno Spazio Giovani dedicato alla socializzazione, all’orientamento e alla promozione di stili di vita sani. Qui trovano spazio laboratori sportivi, percorsi socio-emotivi e iniziative di orientamento formativo e professionale, con l’obiettivo di valorizzare talenti, competenze e opportunità di inclusione. Un’altra area strategica riguarda il lavoro svolto all’interno dell’Istituto Penale Minorile “Silvio Paternostro” di Catanzaro e nella Comunità Ministeriale, dove vengono organizzati incontri interattivi, seminari sull’uso e abuso di sostanze e percorsi di orientamento finalizzati al reinserimento sociale dei giovani coinvolti. Il progetto prevede inoltre una costante attività di monitoraggio attraverso questionari, focus group e interviste, strumenti che consentono di raccogliere dati sui bisogni emergenti e valutare l’efficacia delle azioni messe in campo. Gli obiettivi fissati sono ambiziosi: coinvolgere almeno 150 giovani e 90 famiglie, consolidare spazi educativi e sportivi permanenti, realizzare attività formative e campagne di sensibilizzazione e contribuire al rafforzamento del senso di comunità e della sicurezza sociale nei territori interessati. A sostenere il percorso è un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori, sociologi ed esperti che operano quotidianamente per costruire percorsi di prevenzione e opportunità concrete per i giovani. Un lavoro che punta non soltanto a contrastare le dipendenze, ma soprattutto a creare presìdi educativi stabili capaci di accompagnare ragazzi e famiglie nella crescita e nella costruzione del proprio futuro.

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