Indolfi ai vertici dell’Europa cardiologica: riconoscimento internazionale per la ricerca italiana
Il fondatore della Cardiologia universitaria calabrese eletto nel prestigioso Comitato nomine della Società europea di cardiologia

ROMA Importante riconoscimento internazionale per la medicina e la ricerca scientifica dell’Italia. Ciro Indolfi, professore di cardiologia, attualmente presidente della Fondazione “Per il Tuo Cuore” della Società italiana di cardiologia e Past-President della stessa Sic, è stato eletto con un ampio consenso nel prestigioso Nominating Committee della Società europea di cardiologia, l’organismo d’élite incaricato di delineare la futura governance della cardiologia in Europa. Il Comitato nomine riveste infatti un ruolo di primaria importanza e massima responsabilità politica e scientifica all’interno dell’ESC: ha infatti il compito cruciale di identificare, valutare e proporre i candidati più idonei per le massime cariche elettive, a partire dai membri del Consiglio direttivo. L’elezione di Indolfi garantisce che i delicati processi di selezione della leadership europea siano guidati da rigorosi criteri di competenza, trasparenza, assoluta indipendenza e, non ultimo, da un’equa rappresentatività delle diverse realtà nazionali. Nel suo nuovo ruolo, lo scienziato italiano si farà portavoce non solo della nostra tradizione medica, ma porterà la prospettiva delle 57 Società Cardiologiche Europee e dell’intero bacino del Mediterraneo affiliate all’ESC. Pioniere della cardiologia interventistica e di un leader accademico, è stato il fondatore della Cardiologia universitaria in Calabria. Scienziato stimato a livello internazionale, ha firmato programmi di ricerca d’avanguardia e strutturato percorsi assistenziali innovativi. Indolfi ha ricoperto in passato anche le cariche di presidente della Federazione italiana di cardiologia e della Società italiana di cardiologia interventistica. «Questa elezione – commenta Indolfi – rappresenta un importante riconoscimento soprattutto per la cardiologia italiana, un’opportunità per contribuire allo sviluppo delle future strategie della cardiologia europea, con particolare attenzione alla possibilità di avere nei prossimi anni un Piano strategico nazionale della Salute Cardiovascolare per ridurre la prima causa di morte in Italia». L’elezione ai vertici dell’ESC giunge in un momento storico fondamentale: oggi la Società europea di cardiologia, che a dicembre ha riunito tutti i ministri della salute, è infatti schierata in prima linea in un imponente programma volto a potenziare la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura delle patologie cardiovascolari, che continuano a confermarsi drammaticamente come la prima causa di morte anche in Europa. «A differenza dell’ambito oncologico, in cui l’Italia vanta da tempo un Piano Oncologico Nazionale ben strutturato, nel nostro Paese si avvertiva la mancanza di un analogo strumento strategico per la salute del cuore, nonostante non sia affatto un’area a basso rischio», afferma Indolfi. Per superare questa storica carenza, la Federazione italiana di cardiologia, coordinata proprio da Indolfi e forte dell’autorevole supporto della stessa Società europea di cardiologia, ha elaborato lo scorso anno il primo Piano strategico nazionale per la salute cardiovascolare, destinato a diventare il faro delle politiche sanitarie e dell’organizzazione dei servizi sul territorio. L’obiettivo del programma è “il miglioramento complessivo della prevenzione cardiovascolare nel nostro Paese. Attraverso queste linee guida si punta inoltre a una netta diminuzione della morbilità e della mortalità legate alle malattie del cuore, così da generare un impatto concreto, positivo e misurabile sulla salute di tutta la popolazione italiana», riferisce.
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