Corecom Academy in Tour: dalla Calabria il primo modello che unisce educazione relazionale e patentino digitale
Cinquecento studenti hanno concluso la prima fase del percorso. Ora la ricerca passa all’Università Magna Graecia di Catanzaro

CATANZARO Si è conclusa, presso il Rettorato dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, la prima fase di Corecom Academy in Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria, con la compartecipazione del Consiglio regionale della Calabria e la collaborazione scientifica dell’Università Magna Graecia. Sono 500 gli studenti che hanno completato il percorso di educazione affettivo-relazionale, prodromico all’educazione digitale e al rilascio del patentino digitale. Non un semplice corso. Non una manifestazione. Non un evento destinato a esaurirsi nella giornata. di presentazione. Il percorso concluso oggi rappresenta una sperimentazione istituzionale, educativa e scientifica che pone la Calabria in posizione di avanguardia nazionale: per la prima volta, l’educazione digitale e il patentino digitale vengono affiancati da un lavoro strutturato sulle relazioni, sull’affettività, sulle fragilità emotive e sulla responsabilità educativa degli adulti. Ad aprire i lavori è stato il Rettore dell’Università Magna Graecia, prof. Giovanni Cuda, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa e il ruolo centrale dell’Ateneo catanzarese. Con questo progetto, l’UMG si colloca tra le prime università italiane a sviluppare un percorso scientifico di educazione affettivo-relazionale collegato all’educazione digitale e al patentino digitale, ponendo la Calabria al centro di una sperimentazione che parla all’intero Paese. Il Presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, Marco Polimeni, ha portato i saluti del Consiglio regionale della Calabria, evidenziando come il progetto sia stato fortemente voluto e sostenuto dall’istituzione regionale. Una strada che non può non inorgoglire: la Calabria si presenta oggi come regione apripista sulle politiche di prevenzione delle fragilità giovanili, dallo psicologo a scuola all’educazione affettivo-relazionale, fino al patentino digitale. Polimeni ha rimarcato che il Consiglio regionale ha creduto sin dall’inizio in questo percorso, riconoscendone il valore civile, educativo e istituzionale. Dopo questa prima fase, la Calabria è pronta a proporsi come esempio concreto per altre realtà territoriali. La Coordinatrice nazionale dei Presidenti Corecom, Carola Barbato, ha certificato il valore nazionale della sperimentazione calabrese. Nel suo intervento ha evidenziato come il Coordinamento nazionale dei Corecom, i Corecom italiani e AGCOM abbiano guardato con grande attenzione al progetto pilota della Calabria, non solo per la possibilità di condividerne il modello formativo sull’educazione relazionale e digitale, ma soprattutto per la capacità di offrire risposte concrete ai giovani, alle scuole e alle famiglie. Barbato ha riconosciuto il ruolo propulsivo del Corecom Calabria, definendolo una realtà dinamica, guidata da un Presidente “vulcanico” e sostenuta da un Comitato di primissimo piano. La seconda fase del progetto sarà affidata all’Università Magna Graecia, con il coordinamento scientifico del prof. Antonio Viscomi e della prof.ssa Francesca Felicia Operto. Il prof. Viscomi ha sottolineato l’importanza di trasformare l’esperienza maturata nelle scuole in un vero “caso Calabria”: un modello scientifico, replicabile e capace di anticipare anche le scelte nazionali sull’educazione digitale nelle ore di educazione civica. La sfida, ha evidenziato, sarà passare dalla sperimentazione alla ricerca, dalla formazione alla misurazione, dall’intuizione alla costruzione di un modello istituzionale esportabile.
La prof.ssa Operto ha richiamato il valore scientifico del percorso, evidenziando la necessità di intercettare precocemente le fragilità emotive, relazionali e comportamentali dei ragazzi. Il digitale, ha sottolineato, non è separato dalla vita affettiva degli adolescenti: attraversa l’identità, il corpo, il linguaggio, le relazioni, la percezione di sé e il rapporto con gli altri. La seconda fase vedrà impegnati docenti, dottorandi e ricercatori dell’UMG in un lavoro di studio e ricerca che, nel corso del prossimo anno, dovrà consentire di testare il percorso, analizzare i risultati e individuare strumenti utili a far emergere eventuali difficoltà e fragilità, così da costruire risposte educative e preventive adeguate. Al fianco dei professori Viscomi e Operto hanno operato i dottorandi e ricercatori Roberta Pittelli, Sebastiano Ciancio, Valentina Elia, Martina Calì, Rossella Suriano e Grazia Pastorino, impegnati nelle attività con i primi 500 studenti coinvolti. Per il Corecom Calabria erano presenti il Presidente Fulvio Scarpino, l’avv. Biancolini e il dott. Bruzzese, che hanno curato nelle scuole il percorso di educazione digitale secondo i requisiti previsti da AGCOM per il rilascio dei patentini digitali. Nel corso della giornata è stato richiamato anche il ruolo del Vicepresidente Mario Mazza, del Segretario Pasquale Petrolo e del Direttore Maurizio Priolo, che hanno contribuito alla costruzione istituzionale, organizzativa e amministrativa del progetto, consentendo al Corecom Calabria di trasformare un’intuizione in un percorso strutturato, riconoscibile e oggi proiettato verso una fase scientifica nazionale. Nel suo intervento, il Presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, ha definito la giornata “un momento unico nella storia dei Corecom italiani”. “Per la prima volta — ha dichiarato Scarpino — con la compartecipazione dell’intero Consiglio regionale, il Corecom Calabria ha costruito un percorso che non è una manifestazione, ma un segno concreto. Abbiamo provato ad aprire un ponte tra due mondi che rischiano di non parlarsi più: quello degli adulti e quello dei ragazzi, tecnologicamente avanti anni luce, ma spesso soli, fragili, esposti, violenti o feriti”. Scarpino ha poi rivolto un richiamo forte al mondo adulto e, in particolare, ai genitori. “Il problema non sono soltanto i ragazzi. Il problema siamo noi. Siamo noi genitori che abbiamo consegnato ai nostri figli uno smartphone prima ancora di consegnare loro una grammatica del limite. Abbiamo confuso l’amore con l’assenza di regole, la protezione con la complicità, la libertà con l’abbandono. Troppi genitori non educano più: difendono. Non correggono: giustificano. Non accompagnano: delegano. Hanno trasformato il telefonino in baby-sitter, il social in educatore, l’algoritmo in confessore”. Il Presidente ha richiamato le ferite che attraversano la condizione giovanile: cyberbullismo, aggressioni ai docenti, violenze tra pari, umiliazioni diffuse online, isolamento sociale, relazioni affettive surrogate dalla rete, fragilità psicologiche e perdita del senso del limite. “Non possiamo scandalizzarci dopo — ha aggiunto — se ci siamo assentati prima. Non possiamo denunciare il branco se abbiamo educato all’impunità. Non possiamo lamentarci della solitudine se abbiamo sostituito la presenza con la connessione. Non possiamo consegnare i ragazzi alla rete e poi stupirci se la rete diventa scuola, famiglia, tribunale, branco e confessionale”. Scarpino ha definito il progetto un percorso di armonizzazione: tra tecnologia e affettività, tra libertà e responsabilità, tra scuola e famiglia, tra istituzioni e giovani. “Il patentino digitale — ha concluso — non può essere soltanto una certificazione. Deve diventare un patto educativo. Con Corecom Academy in Tour diciamo ai ragazzi: noi ci siamo, vogliamo capirvi, comprendervi e aiutarvi. Questo è il nostro ‘detto fatto’: non uno slogan, ma un metodo di lavoro”. Con la conclusione della prima fase e l’avvio della ricerca affidata all’Università Magna Graecia, la Calabria consegna al Paese una buona pratica concreta: un modello che unisce educazione affettivo-relazionale, educazione digitale, patentino digitale, ricerca scientifica e responsabilità istituzionale. La Calabria, questa volta, non ha aspettato il futuro. Ha scelto di educarlo.
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