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l’audizione

De Lucia: «Cosa nostra si è distratta con le stragi, così la ‘ndrangheta è diventata leader nei traffici di droga»

Il procuratore di Palermo davanti all’Antimafia ricostruisce il cambio degli equilibri criminali: «Dialogo con calabresi e mafia albanese»

Pubblicato il: 28/07/2026 – 12:36
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PALERMO «Il traffico di droga per Cosa nostra avviene in maniera organizzata, con un dialogo con altre organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta e la mafia albanese e con chi, dall’altra parte dell’Atlantico organizza il traffico». Così il procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia in audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia.
«Oggi la struttura di vertice non esiste, ma c’è una capacità di colloquiare con i mandamenti sul territorio ed è estremamente pericolosa. Il dialogo tra mandamenti è intenso e coinvolge non solo Palermo, ma anche il territorio di Agrigento. Cosa nostra dal punto di vista orizzontale continua a funzionare e lo fa in maniera estremamente organizzata per mettere a frutto i suoi affari secondo una strategia ben definita: pensano di tornare forti con i meccanismi tradizionali, cioè attraverso il loro esercito e quindi attraverso i denari che servono a finanziarlo e che provengono in primis dal traffico di stupefacenti. «Quest’ultimo avviene in maniera non episodica ma organizzata, attraverso un dialogo che riguarda sia altre organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta e la mafia libanese sia chi dall’altra parte dell’Atlantico organizza l’esportazione degli stupefacenti: Cosa nostra è stata leader di questi traffici dagli anni ’50 ai primi anni ’90, poi si è “distratta” nell’attacco allo Stato rappresentato dalle stragi e questo ha fatto sì che sia subentrata la ‘Ndrangheta; tuttavia la domanda di stupefacenti in Italia è molto sostenuta e il mercato in Sicilia lo gestisce Cosa nostra, con un “brand” riconosciuto dai grandi cartelli sudamericani che hanno grande facilità nel riprendere il dialogo con l’organizzazione mafiosa», aggiunge.

Mazzarella: «Accertati traffici dalla Calabria e da Roma»

«Dal traffico degli stupefacenti, nel 2025 abbiamo portato a termine delle investigazioni condotte da diverse forze di polizia che ha consentito di accertare l’esistenza di più organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti e in particolare dalla Calabria e da Roma. Il dato di assoluta novità è la sinergia che abbiamo accertato tra Cosa Nostra Agrigentina e quella palermitana. Era dai tempi forse di Provenzano che non abbiamo verificato l’esistenza di questo legame sinergico tra le organizzazioni agrigentine e palermitane che ci sta portando quindi a ritenere nuovamente confermata e ribadita il carattere profondamente unitario di cosa Nostra». Così invece il Procuratore aggiunto di Palermo Carlo Marzella sempre in audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. «Anche ad Agrigento abbiamo accertato la disponibilità di ingenti somme di denaro In un solo procedimento siamo riusciti a individuare circa 500.000 euro utilizzati per acquisti di auto e orologi di russo»,

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