Meloni contro Vannacci: «Non mi parli di vera destra»
La premier attacca il leader di Futuro Nazionale

ROMA In diretta tv invia un messaggio chiaro agli italiani: Vannacci come la sinistra, nel momento in cui i suoi parlamentari di riferimento non votano la fiducia – ed è capitato sei volte – si pone sullo stesso piano dell’opposizione. E’ la prima volta che la premier Giorgia Meloni parla dell’ex generale. E ne prende le distanze apertamente. «Votate per mandare a casa questo governo. Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra», taglia corto nell’Aula della Camera in sede di replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. I suoi fedelissimi spiegano che si è trattato di un caso che l’attacco frontale contro il leader di Futuro nazionale sia arrivato proprio oggi. Dopo che sottotraccia anche gli alleati hanno chiesto di alzare i toni per far capire ai cittadini che Vannacci non è il centrodestra. E l’affondo è arrivato a due giorni dall’apertura dell’assemblea Costituente di Futuro Nazionale. Secondo i vannacciani cambia tutto: «Ieri Vannacci in tv è stato morbido contro la premier, ora si alzeranno i toni. Non siamo più figli di nessuno», il ragionamento. Futuro Nazionale si connoterà sempre più «come un partito anti-sistema». Fratelli d’Italia ha messo in conto una erosione di consensi, calcolata intorno al 2-3%. «Per il resto pesca nell’astensionismo e in M5s», dice un “big” del partito di via della Scrofa riferendosi ai sondaggi. «Ma noi – allarga le braccia Giovanni Donzelli, capo organizzativo di Fdi – non facciamo politica per i sondaggi, ma per i Paese». Governo e maggioranza che hanno respinto la mozione di Fvn sull’Ucraina dunque certificano che per ora non ci sono assolutamente le condizioni per un dialogo. Anzi. Si punterà sul voto utile. La strategia la spiega un dirigente di Fdi: «Adesso li testiamo. Vediamo che succede. Ora li attacchiamo, poi se per l’anno prossimo rimangono alti nei gradimenti vedremo cosa fare Ma si sgonfieranno». «Noi – dice un esponente di governo di Fdi – non abbiamo preclusioni, ma voglio ricordare che Vannacci non ha certamente una struttura alle sue spalle e quello che dice non appartiene alla destra…». Tra i vannacciani lo schema ha un precedente: «Faremo come ha fatto Fratelli d’Italia durante il governo Draghi. Ci mettiamo fuori. Vediamo se sono capace di governare». «Il governo ha tradito la fiducia degli elettori», ha sostenuto Laura Ravetto in Aula. In Aula, poi, Meloni ha attaccato il pentastellato Francesco Silvestri aveva accusato il capo del governo di non avere la schiena dritta in politica estera. «Dopo il referendum – le parole dell’esponente M5S – si è detto che la linea del governo era di rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda». Veemente la reazione della premier: Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne o sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere… Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare – l’affondo – è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata, senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie… Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla!».
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