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dopo la strage di amendolara

Caporalato, focus in Commissione anti-‘ndrangheta. Presto una legge sul lavoro regolare

Polimeni: la Calabria può diventare un laboratorio virtuoso. Bruno: avviare un percorso di audizioni

Pubblicato il: 12/06/2026 – 16:54
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Caporalato, focus in Commissione anti-‘ndrangheta. Presto una legge sul lavoro regolare

REGGIO CALABRIA Un ampio approfondimento sul tema dell’antimafia penitenziaria e la pianificazione di una serie di audizioni finalizzate a produrre azioni concrete per il contrasto al caporalato sono state l’oggetto dei lavori della commissione regionale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa presieduta da Marco Polimeni. Al centro della sessione l’audizione della Garante calabrese per i diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale Giovanna Francesca Russo, che ha sottolineato l’importanza di proseguire il percorso di collaborazione istituzionale al fine di potenziare la lotta alla presenza della criminalità organizzata nelle carceri calabresi: la predisposizione di un nuovo inquadramento normativo per l’antimafia penitenziaria e l’apertura di un Tavolo interistituzionale permanente sono state fra le proposte più importanti.  «L’approccio innovativo, accurato e omnicomprensivo che la Garante Russo ha illustrato alla commissione, nel solco di quanto ha già fatto lei stessa nella precedente legislatura, ha riservato diversi spunti d’intervento per supportare l’azione antimafia anche nelle carceri calabresi», ha sottolineato il presidente Polimeni: «La Calabria può diventare un laboratorio virtuoso che esporti un modello di contrasto realmente incisivo rispondendo a una sfida – la presenza della criminalità organizzata negli istituti penitenziari – che continua a rappresentare un problema evidente e molto complesso che riguarda materialmente tutto ciò che pensiamo quando parliamo di carceri, a partire dal sovraffollamento». Verranno programmate nuove audizioni sul tema dell’antimafia penitenziaria così come nuove riunioni e audizioni riguarderanno la lotta al caporalato, per la cui discussione la commissione ha preso spunto dalla strage di Amendolara e dai successivi dibattiti avviati in commissione Agricoltura e in Consiglio regionale: allo studio una bozza di proposta di legge sul lavoro stagionale, che sarà sposata da tutta la commissione ed è stata relazionata dal consigliere Antonio De Caprio. Durante i lavori sono intervenuti anche i consiglieri Daniela Iiriti ed Enzo Bruno.  

L’intervento di Bruno

L a Commissione regionale contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa deve assumere un ruolo attivo nell’approfondire le condizioni di vita e di lavoro dei migranti impiegati in agricoltura alla luce della tragedia di Amendolara. È la proposta lanciata dal capogruppo di Tridico Presidente e vicepresidente della Commissione, Enzo Bruno, che ha chiesto l’avvio di un percorso di audizioni con prefetti, forze dell’ordine, amministratori locali e tutti i soggetti coinvolti per fare luce su un fenomeno che, a suo giudizio, non può più essere ignorato. «Non spetta a noi sostituirci alla magistratura o anticiparne le conclusioni – ha affermato – ma è evidente che la tragedia di Amendolara richiama l’attenzione su un sistema che presenta elementi di forte criticità. Parliamo di persone che vivono spesso in condizioni di invisibilità, senza abitazioni dignitose, costrette a spostarsi attraverso circuiti informali e ad affidarsi a intermediari per raggiungere i luoghi di lavoro. Tutto questo deve emergere con chiarezza e la Commissione ha il dovere di approfondirlo». Per il consigliere regionale, la questione non riguarda soltanto il contrasto al caporalato, ma anche la necessità di restituire dignità e diritti a migliaia di lavoratori che contribuiscono in maniera determinante all’economia agricola calabrese. «Questi lavoratori non possono continuare a essere dei fantasmi. Tutti sappiamo come vivono e quali difficoltà affrontano quotidianamente. Per questo è necessario costruire percorsi trasparenti che consentano l’accesso ad alloggi dignitosi, servizi adeguati e reali opportunità di integrazione. Continuare a ignorare il problema significa accettare una situazione che non è più sostenibile». Bruno ha quindi proposto che la Commissione avvii un programma di audizioni partendo dai prefetti, coinvolgendo successivamente le forze dell’ordine, i sindaci e gli altri soggetti istituzionali interessati. «La Commissione contro la ’ndrangheta dispone di un importante potere conoscitivo che deve essere esercitato fino in fondo – ha detto ancora Bruno -. Dobbiamo raccogliere informazioni, ascoltare chi opera sul territorio e produrre analisi e relazioni che aiutino a comprendere la reale dimensione del fenomeno. È il momento di coinvolgere tutti gli attori della società calabrese che hanno responsabilità e competenze su questi temi. La Calabria dispone di norme avanzate per affrontare queste situazioni. Adesso però serve l’impegno concreto di tutti i soggetti chiamati a renderle efficaci: prefetture, questure, forze dell’ordine, amministrazioni locali e organismi di controllo. Altrimenti rischiamo di trovarci ancora una volta a indignarci di fronte a un’altra tragedia». Infine, il consigliere regionale ha rivolto un appello alla società calabrese affinché non si limiti alla sola indignazione suscitata dalla tragedia: «Migliaia di persone contribuiscono ogni giorno alla ricchezza della nostra agricoltura e non possiamo continuare a considerarle invisibili. La vera sfida è costruire percorsi di integrazione e legalità. Su questa vicenda non ci sono responsabilità di una sola parte: per troppo tempo tutti abbiamo chiuso gli occhi. Adesso è il momento di guardare la realtà per quella che è e di assumerci ciascuno le proprie responsabilità».

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