In Italia raccolte oltre 900 tonnellate di plasma, ma basta solo per il 60% della richiesta
Il presidente di Farmindustria: «Dobbiamo continuare a promuovere la cultura della donazione»

ROMA Grazie alla generosità dei donatori e al contributo del sistema trasfusionale, delle associazioni e federazioni dei donatori e delle istituzioni, nel 2025 in Italia sono state raccolte oltre 900 tonnellate di plasma. Un risultato importante che, tuttavia, non consente ancora di raggiungere la piena autosufficienza nazionale, pari a circa il 60% a causa della crescente domanda di terapie: lo rileva il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue che si celebra il 14 giugno. Cattani ricorda che «dal plasma, non sintetizzabile in laboratorio, si ottengono medicinali essenziali e spesso insostituibili come immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione e altre proteine plasmatiche, utilizzati per il trattamento di numerose patologie, comprese molte malattie rare» e che «circa l’80% del plasma raccolto è destinato proprio alla produzione di plasmaderivati».
Fondamentale promuovere la cultura della donazione
Il presidente di Farmindustria sottolinea inoltre che «l’industria farmaceutica svolge un ruolo fondamentale nella trasformazione del plasma in farmaci, attraverso processi altamente specializzati e rigorosi controlli di qualità e sicurezza, grazie al ruolo fondamentale del nostro Servizio sanitario nazionale». In Italia il comparto rappresenta un’eccellenza industriale con quattro stabilimenti produttivi, oltre 1.700 addetti e investimenti superiori a 500 milioni di euro nel periodo 2021-2026. Per Cattani «è fondamentale continuare a promuovere la cultura della donazione, soprattutto tra i giovani, e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni, pazienti e industria per garantire la disponibilità di queste terapie e favorire nuovi investimenti a beneficio dei pazienti. È importante – ha concluso – che anche gli strumenti regolatori riconoscano la specificità e la natura strategica di questi medicinali salvavita: anche in questo caso, il sistema del payback dovrebbe essere superato, con l’esclusione dei plasmaderivati dalla spesa soggetta a tetto».
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