Stop bollo auto, M5S e Tp: «Quando lo proponeva Tridico era propaganda. Oggi Occhiuto lo copia»
Il candidato presidente: ora legga con attenzione tutte le nostre proposte elettorali, perché troverà altre buone misure per il bene della nostra Calabria

ROMA «C’è qualcosa di grottesco nel leggere oggi Roberto Occhiuto che propone l’abolizione del bollo auto a livello nazionale. Ben venga alleggerire il carico fiscale sui cittadini. Peccato che la memoria sia una brutta bestia. Quando in campagna elettorale, alle ultime regionali, Pasquale Tridico propose di sospendere temporaneamente il bollo auto in Calabria come forma di risarcimento per i cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con strade dissestate, cantieri infiniti e infrastrutture inadeguate, lo stesso Occhiuto liquidò quella proposta come irrealizzabile e propagandistica. E pensare che in tante Regioni come Emilia-Romagna, Campania, Lazio o Toscana, l’esenzione è realtà. Oggi invece Occhiuto addirittura la ripropone e la presenta come una grande intuizione politica. La differenza è che Tridico partiva da un problema reale: migliaia di calabresi pagano ogni anno il bollo per utilizzare una rete stradale che non garantisce standard adeguati di sicurezza, manutenzione e mobilità. Occhiuto invece si accorge del bollo auto dopo cinque anni di governo regionale e dopo aver difeso ogni scelta del governo Meloni dall’autonomia differenziata al Ponte sullo Stretto. Prima di proporre l’abolizione del bollo agli italiani, Occhiuto dovrebbe spiegare ai calabresi perché non l’abolisce per come l’aveva proposta il M5S alle ultime regionali, per come fanno peraltro altre regioni, e venire incontro così alle difficoltà di chi ogni giorno percorre la strada della morte ovvero la SS106, le strade provinciali dissestate e le infrastrutture che aspettano interventi da decenni. Copiare è lecito. Ma almeno potrebbe farlo con un po’ di pudore». Lo afferma in una nota la vicepresidente M5S Vittoria Baldino.
L’intervento dei gruppi regionali M5 e Tridico Presidente
Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, e il gruppo “Tridico Presidente”, tornano sul tema del bollo auto dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ne ha chiesto l’abolizione a livello nazionale definendolo una tassa ingiusta e una sorta di patrimoniale nascosta. «Accogliamo con favore il fatto che Occhiuto oggi riconosca il peso che il bollo auto esercita sulle famiglie e sui cittadini – dichiarano i componenti dei gruppi M5S e Tridico Presidente –. Si tratta della stessa questione che il Movimento 5 Stelle aveva posto al centro della campagna elettorale regionale attraverso una proposta chiara e concreta: l’esenzione temporanea del pagamento del bollo auto per i cittadini calabresi con ISEE fino a 25 mila euro e per un importo massimo di 250 euro, fino al raggiungimento di standard adeguati di viabilità, infrastrutture e servizi essenziali». «La nostra proposta nasceva dall’ascolto dei territori e dalla consapevolezza delle difficoltà che ogni giorno vivono migliaia di famiglie calabresi. In Calabria l’automobile è spesso l’unico mezzo per raggiungere il posto di lavoro, una scuola, un ospedale o un ufficio pubblico. Chiedere ai cittadini di continuare a sostenere integralmente il costo di una tassa legata alla mobilità, a fronte di servizi carenti e infrastrutture inadeguate, rappresenta un’evidente contraddizione». Le esponenti del Movimento 5 Stelle e il gruppo Tridico Presidente ricordano come quella proposta fosse stata accolta con sarcasmo dall’attuale presidente della Regione. «Quando avanzammo questa idea, Occhiuto la definì una proposta populista, arrivando persino a paragonarla alle promesse di “Cetto La Qualunque”. Oggi, però, è lo stesso Occhiuto a sostenere che il bollo auto debba essere abolito addirittura su scala nazionale. È un cambio di posizione che merita di essere evidenziato». «La differenza è sostanziale: noi proponevamo una misura temporanea, limitata alla Calabria e giustificata dalle condizioni straordinarie che caratterizzano il nostro territorio, dalle strade dissestate ai ritardi infrastrutturali, fino alle difficoltà nei collegamenti e nell’accesso ai servizi essenziali. Una proposta che trovava fondamento proprio nelle peculiarità della nostra regione e che poteva essere valutata nell’ambito delle competenze regionali. Oggi, invece, Occhiuto propone l’abolizione del bollo auto per l’intero Paese». «Non abbiamo alcun problema a prendere atto che il presidente abbia cambiato idea. Anzi, quando si riconosce la validità di una proposta è sempre un fatto positivo. Tuttavia resta una domanda politica alla quale sarebbe utile dare una risposta: se era populismo chiedere un sostegno temporaneo per i cittadini calabresi costretti a convivere con infrastrutture carenti e servizi insufficienti, come va definita la proposta che oggi viene avanzata dallo stesso Occhiuto?». «A distanza di tempo – concludono Scutellà, Barbuto e il gruppo Tridico Presidente – emerge con ancora maggiore evidenza che quella del Movimento 5 Stelle e della lista Tridico Presidente non era una provocazione né uno slogan elettorale, ma una proposta di equità pensata per dare una risposta concreta ai disagi che i calabresi affrontano quotidianamente. Fa piacere che oggi anche chi la contestava ne abbia compreso il valore».
L’intervento di Tridico
«Leggo sul Messaggero che Roberto Occhiuto vuole eliminare il bollo auto. Ha cambiato idea, ed è un bene, perché come è noto quando in campagna elettorale proposi di cancellare il bollo auto venni preso in giro da Occhiuto, che la definì una boutade elettorale. La mia proposta, lo ricordo, prevedeva di esonerare il pagamento del bollo auto, fino a 250 euro, i nuclei con Isee fino a 25mila euro. Questo perché con le strade calabresi ridotte a mulattiere ritengo immorale che la regione chieda una tassa per un servizio che non garantisce. Oggi Occhiuto commette un errore e afferma che l’abolizione non spetta alla Regione, eppure come feci in campagna elettorale e dopo pareri tecnici, compresi i vertici dell’Aci, voglio ricordare che il bollo è un tributo proprio derivato: lo Stato fissa il tetto delle aliquote e non le esenzioni. Lo ha scritto la Corte costituzionale nella sentenza 122 del 2019: una Regione può introdurre nuove esenzioni anche se lo Stato non le prevede. Lo conferma l’Agenzia delle Entrate. E inoltre dal 1° gennaio 2026 il bollo è materia interamente regionale. Occhiuto non può far finta di non saperlo, perché con la legge regionale 21 del 2022 la sua maggioranza ha già tagliato del 50% il bollo alle auto tra i venti e i ventinove anni: trenta milioni di agevolazione, votati in Consiglio. Concludendo, sono lieto che Occhiuto abbia capito, con i suoi tempi, che avevo ragione io. Ora legga con attenzione tutte le proposte del nostro programma elettorale, perché troverà altre buone misure per il bene della nostra Calabria». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del M5s a Bruxelles, già candidato presidente della Regione Calabria.
L’intervento di Bruno e Laghi
«Fa piacere che il presidente Occhiuto oggi riconosca che il bollo auto rappresenta una tassa pesante e ingiusta per cittadini e famiglie calabresi. È la stessa battaglia che Pasquale Tridico portò al centro della campagna elettorale per le regionali, proponendo un’esenzione temporanea per i cittadini e le cittadine a fronte delle gravi carenze infrastrutturali che caratterizzano la nostra regione». Lo affermano Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, e Ferdinando Laghi, componente del gruppo, intervenendo sulle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che ha chiesto l’abolizione del bollo auto a livello nazionale. «All’epoca quella proposta fu accolta con ironia e sufficienza. Lo stesso Occhiuto la liquidò come una misura populista. Oggi, però, sostiene che il bollo auto debba essere abolito addirittura in tutta Italia. È un cambio di posizione che merita di essere sottolineato». Bruno e Laghi ricordano che la proposta avanzata da Tridico era strettamente legata alle condizioni specifiche della Calabria: «Parlavamo di una misura temporanea e mirata per una regione che continua a fare i conti con strade dissestate, collegamenti insufficienti e servizi inadeguati. In molti territori l’automobile non è una scelta, ma una necessità. Era questo il senso della proposta avanzata da Pasquale Tridico: riconoscere una condizione di svantaggio oggettiva che ancora oggi migliaia di calabresi vivono quotidianamente». «Non ci interessa rivendicare primogeniture – affermano Bruno e Laghi –. Ci interessa piuttosto evidenziare che una proposta giudicata irrealistica e liquidata con superficialità si è rivelata, alla prova dei fatti, fondata e attuale. Se oggi anche Occhiuto arriva a sostenere che il bollo auto è una tassa ingiusta, significa che quel problema esisteva allora ed esiste ancora oggi. La differenza è che Pasquale Tridico lo aveva colto con lungimiranza partendo dall’ascolto delle difficoltà quotidiane dei cittadini calabresi». «Pasquale Tridico continua a rappresentare la Calabria nelle istituzioni europee, portando all’attenzione di Bruxelles le questioni che incidono concretamente sulla vita dei cittadini e sul futuro dei territori. Il tempo dimostra che quella sul bollo auto non era una provocazione elettorale, ma una proposta seria di equità sociale e territoriale, nata dall’ascolto dei bisogni reali dei calabresi», concludono Bruno e Laghi.
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