Inflazione, Reggio Calabria prima in Italia a maggio: prezzi su del 4,4%
I dati Istat collocano la città dello Stretto al vertice nazionale. La Calabria è la regione con l’aumento dei prezzi più alto (+3,9%). Codacons: «Stangata oltre i mille euro a famiglia»

REGGIO CALABRIA È Reggio Calabria la città italiana dove l’inflazione corre più velocemente. Lo certificano i dati definitivi diffusi dall’Istat relativi al mese di maggio, che collocano la città dello Stretto in cima alla graduatoria nazionale dei rincari tra i capoluoghi di regione, i capoluoghi di provincia autonoma e i comuni con oltre 150mila abitanti.
Secondo l’istituto di statistica, a Reggio Calabria i prezzi al consumo sono aumentati del 4,4% su base annua, un dato che supera nettamente la media nazionale e che vale il primato assoluto tra le principali città italiane monitorate. Alle spalle della città calabrese si collocano Verona con il 3,7%, mentre Rimini, Venezia e Roma condividono il terzo posto con un incremento del 3,6%.
All’estremo opposto della classifica si trova invece Aosta, dove l’inflazione si ferma al 2,3%, quasi la metà rispetto al dato registrato a Reggio Calabria.
Il quadro delineato dall’Istat conferma inoltre una particolare pressione sui prezzi in Calabria. Con un tasso d’inflazione del 3,9% su base annua, la regione risulta infatti la più colpita dai rincari a livello nazionale, davanti a Lazio (3,6%) e Veneto (3,5%). Tra le regioni meno interessate dagli aumenti figurano invece Valle d’Aosta (2,3%), Basilicata (2,4%) e Molise (2,5%).
Sui dati è intervenuto anche il Codacons, che parla apertamente di una nuova stangata per le famiglie italiane. Secondo l’associazione dei consumatori, l’aumento dell’inflazione registrato a maggio avrebbe un impatto diretto sui bilanci domestici, traducendosi in una maggiore spesa annua pari a circa 1.058 euro per una famiglia tipo. Per un nucleo composto da due genitori e due figli, il peso dei rincari arriverebbe invece a 1.461 euro all’anno. Per il Codacons, l’accelerazione dei prezzi sarebbe legata anche alle tensioni internazionali e agli effetti economici della crisi in Medio Oriente, che continuano a incidere sui costi energetici e sulle filiere produttive, con inevitabili ripercussioni sui consumatori.
I numeri diffusi dall’Istat confermano dunque una tendenza che in Calabria viene percepita quotidianamente da famiglie e imprese. Dal carrello della spesa ai servizi, passando per i costi legati all’energia e ai trasporti, il caro-prezzi continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per i cittadini, con Reggio Calabria che, almeno per il mese di maggio, si ritrova a guidare una classifica tutt’altro che positiva. (redazione@corrierecal.it)
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