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Italy for Climate, la Calabria tra le regioni più virtuose su rinnovabili e agricoltura sostenibile

Il report CIRO fotografa una regione virtuosa nelle rinnovabili e nell’agricoltura biologica, ma evidenzia ritardi negli investimenti

Pubblicato il: 16/06/2026 – 18:34
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Italy for Climate, la Calabria tra le regioni più virtuose su rinnovabili e agricoltura sostenibile

CATANZARO La Calabria si conferma tra le regioni italiane più avanzate nel percorso della transizione energetica grazie a un sistema agricolo fortemente orientato alla sostenibilità e a una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili ben superiore alla media nazionale. È quanto emerge dai dati di CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA che analizza le performance ambientali delle regioni italiane attraverso 27 indicatori chiave.
Secondo il rapporto, la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili raggiunge il 35% dei consumi complessivi regionali, quasi il doppio rispetto alla media nazionale che si attesta al 18%. La Calabria presenta inoltre emissioni pro capite inferiori alla media italiana e consumi energetici tra i più bassi del Paese, confermando una buona performance complessiva sul fronte della sostenibilità energetica. Uno dei principali punti di forza della regione è rappresentato dal comparto agricolo. La Calabria è infatti la seconda regione italiana per diffusione dell’agricoltura biologica, con il 36% della superficie coltivata destinata al biologico rispetto a una media nazionale del 19,8%. A questo si aggiungono un utilizzo particolarmente contenuto di fertilizzanti e livelli di emissioni climalteranti inferiori alla media, oltre a un numero ridotto di bovini allevati in rapporto alla popolazione. Accanto agli elementi positivi, il rapporto evidenzia tuttavia alcune criticità che rallentano il percorso della transizione energetica. La quota di raggiungimento del target regionale sulle rinnovabili fissato al 2030 si ferma al 16%, contro una media nazionale del 31%. Anche lo sviluppo di nuovi impianti procede con un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese e le comunità energetiche attive sono ancora soltanto cinque. Nel settore dell’edilizia la Calabria registra consumi energetici contenuti, emissioni inferiori alla media nazionale e una quota di consumi elettrici pari al 32%, favorita anche dal clima mite che riduce il fabbisogno di riscaldamento. Resta però ancora limitata la diffusione degli edifici ad alta efficienza energetica, con appena il 6% del patrimonio immobiliare classificato in classe A, contro una media nazionale dell’11%. Anche il settore industriale presenta risultati contrastanti. Da un lato emergono consumi energetici contenuti in rapporto al valore aggiunto e una quota di consumi elettrici in linea con la media nazionale, dall’altro le emissioni pro capite del comparto risultano superiori rispetto al dato medio italiano.

Nel comparto dei trasporti le emissioni pro capite sono inferiori alla media nazionale, ma persistono alcune criticità legate alla mobilità sostenibile. Il tasso di immatricolazione dei veicoli rimane elevato, la diffusione delle auto elettriche è ancora limitata e la Calabria si colloca all’ultimo posto in Italia per utilizzo del trasporto pubblico locale.
Sul fronte della vulnerabilità climatica la regione registra un consumo di suolo inferiore alla media nazionale e un numero contenuto di eventi meteorologici estremi rapportati alla superficie territoriale, pari a tre ogni mille chilometri quadrati contro una media nazionale di circa nove. Restano però significative le criticità legate al rischio idrogeologico, con il 13% della popolazione residente in aree a rischio alluvione rispetto all’11,5% della media italiana, e alle perdite della rete idrica che raggiungono circa il 45%, tra i valori più elevati del Paese. «Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso otto temi, ventisette indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L’obiettivo non è quello di fare classifiche, ma di far emergere le peculiarità dei singoli territori, evidenziandone punti di forza e criticità per aiutare le amministrazioni a individuare le priorità di intervento. CIRO vuole inoltre promuovere un dibattito sulla transizione fondato su dati attendibili e scientificamente validati, frutto del costante confronto con i tecnici di ISPRA e con altre istituzioni scientifiche nazionali», dichiara Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate.

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