Prezzi zonali dell’energia, Legambiente sostiene la battaglia di Occhiuto. «E’ giustizia sociale»
Ciafani: “Arera” sblocchi questa delibera. Parretta: la Calabria non può perdere l’occasione della transizione energetica

CATANZARO «La richiesta del presidente Occhiuto di introdurre i prezzi zonali per far pagare meno l’energia elettrica nelle regioni dove sono maggiormente presenti impianti e fonti rinnovabili è una proposta che condividiamo totalmente. Non a caso, da oggi in Calabria parte una campagna nazionale dal titolo: “Ok la bolletta è giusta, prezzo zonale è giustizia sociale”». A dirlo Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, intervenendo a un forum sull’energia organizzato dall’associazione nella sede della Regione Calabria. «Crediamo sia fondamentale – ha proseguito Ciafani – che i territori che garantiscono al Paese un servizio importante, producendo energia pulita e contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra, non siano ripagati soltanto con la creazione di posti di lavoro verdi. Devono poter beneficiare anche di un prezzo dell’elettricità più basso. Questo, infatti, attirerebbe investimenti produttivi: aziende che oggi scelgono regioni dove l’energia costa di più potrebbero invece investire nel Sud. Dobbiamo ribaltare il ragionamento. Su questo Legambiente, la Regione Calabria e il presidente Occhiuto porteranno avanti un’azione comune per convincere gli altri territori del Centro-Sud e delle Isole a chiedere ad Arera di sbloccare definitivamente questa delibera». Ciafani ha poi puntualizzato: «Per quanto riguarda la Calabria, stiamo ancora facendo i conti perché il prezzo dell’energia elettrica è una materia molto complessa, nella bolletta sono presenti molte voci, compresi i costi per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari chiuse dopo il referendum del 1987. Quello che possiamo dire è che regioni come Calabria, Sicilia e Sardegna hanno il vantaggio di poter incidere sul prezzo dell’energia elettrica attraverso la realizzazione di impianti sul proprio territorio, senza dover dipendere dalle scelte di altre regioni. Parliamo di differenze potenzialmente significative: si potrebbe arrivare anche a 10-20 euro per megawattora. In una fase in cui le bollette sono tornate a crescere per effetto delle tensioni internazionali, si tratta – ha sostenuto il presidente di Legambiente – di un vantaggio tutt’altro che trascurabile».
L’intervento di Parretta
Per Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente, «la Calabria non può perdere l’opportunità della transizione energetica. La regione produce più energia di quanta ne consumi ed è un nodo strategico per il sistema energetico nazionale. Oggi, però, gran parte dell’energia prodotta deriva ancora dal gas fossile, mentre solo il 38,4% proviene da fonti rinnovabili. La sfida non è scegliere se fare la transizione energetica, ormai indispensabile anche alla luce dei sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, ma governarla al meglio. È necessario ridurre il costo dell’energia e attrarre investimenti e sviluppo nei territori che la producono. Per questo Legambiente chiede di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, investire nei sistemi di accumulo e introdurre i prezzi zonali, misure fondamentali per la crescita economica e l’occupazione in Calabria. Un ruolo decisivo – ha aggiunto Parretta – spetta inoltre alla pianificazione: occorre completare la normativa sulle aree idonee per garantire certezza a territori e imprese, favorire gli investimenti e conciliare sviluppo energetico e tutela ambientale. Il forum di oggi, il secondo dopo quello svolto all’Unical lo scorso anno, nasce proprio con questo obiettivo: mettere a confronto esperti, istituzioni e cittadini per costruire una Calabria sempre più sostenibile e orientata verso il traguardo del 100% di energia rinnovabile». (c. a.)
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