Atti “pasticciati” e conti che non tornano. A Palazzo De Nobili tiene sempre banco il “carrozzone” Catanzaro Servizi
Il Consiglio comunale riadotta gli affidamenti alla municipalizzata dopo i rilevi dell’Agcm. Dibattito serrato in aula e anche un “giallo” contabile, poi chiarito

CATANZARO Atti sbagliati e pasticciati, delibere rifatte e conti che non tornano. Il “totem” chiamato “Catanzaro Servizi” torna a occupare la scena al Comune fagocitando i lavori dell’ennesimo Consiglio chiamato a esprimersi sulla municipalizzata che l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita sta affannosamente cercando di salvare dal crack. La pratica relativa al futuro di una società che tanti, per la verità non a torto, definiscono il classico “carrozzone” che macina soldi e non fa (quasi) nulla arriva di nuovo all’attenzione dell’aula rossa, che deve pronunciarsi per l’ennesima volta sull’affidamento di nuovi servizi assegnati alla società per garantirne la sopravvivenza (e, con essa, il lavoro di un centinaio di dipendenti). Per l’ennesima volta, si ribadisce, perché gli affidamenti erano già stati votati mesi fa solo che l’Agcm – il Garante della concorrenza e del mercato – li ha rispediti indietro al Comune con tanto di censure sulla loro effettiva utilità. Alla fine oggi il Consiglio comunale ha riadottato gli affidamenti, non senza polemiche e soprattutto non senza un “siparietto” rivelatore della situazione di caos che ormai circonda la “Catanzaro Servizi”. Il cui futuro, al di là delle rassicurazioni di facciata, resta molto incerto (rendendo incerta peraltro la tenuta contabile anche dello steso Comune, per essere chiari).

Il dibattito in aula
Il dibattito è stato abbastanza emblematico di questo caos. Da un lato dai banchi dell’opposizione – da Sergio Costanzo e Luigi Levato di Forza Italia a Valerio Donato di Rinascita – attacchi ad alzo zero al sindaco Fiorita e alla sua amministrazione, accusati di «non aver raccolto le giuste sollecitazioni provenienti dalla minoranza e di aver aggravato in modo inesorabile la situazione della “Servizi”». «Voi avete creato il problema e voi lo dovete risolvere assumendovi le vostre responsabilità, da parte nostra votiamo solo per tutelare i lavoratori», afferma a esempio Costanzo. «Temo che con questi affidamenti la Catanzaro Servizi non si potrà salvare. Servono solo a lanciare la palla per il prossimo sindaco per farla finire», rincara Donato. La replica del sindaco Fiorita: «Non accetto che si dica che abbiamo creato noi il problema, il tema dell’affidamento di nuovi servizi è sempre stato uno dei cavalli di battaglia di Costanzo. Non è corretto addossare a noi le responsabilità sulla “Catanzaro Servizi”, basta confrontare il debito che la società aveva quando ci siamo insediati e la situazione di oggi: possiamo solo riconoscere di non aver ancora risolto la situazione. A Donato – aggiunge Fiorita – dico che non è vero che non c’è stata volontà di dialogare, quando l’abbiamo fatto c’è stato qualche risultato, forse avremmo dovuto farlo di più». Poi, arriva l’affondo di Gianni Parisi (Azione), che apre uno scenario da film “giallo”: «Che senso ha e che utilità ha affidare un servizio, quello del verde pubblico, che è in perdita per 18mila euro come si evince da prospetto allegato alla delibera? Che c’entrano i lavoratori? Questo affidamento non è economicamente sostenibile dalla “Catanzaro Servizi”, non porta nessun beneficio, come non porteranno benefici nemmeno gli altri affidamenti». Viene chiamato in causa l’amministratore unico della Catanzaro Servizi, l’”eroico” Tonino De Marco, che risponde a Parisi: «La gestione del verde pubblico prevede un utile, c’è un problema nella tua calcolatrice». Si apre una disquisizione su quale calcolatrice sia quella giusta e se l’Iva va considerata o meno nel conto economico oppure no, ma intanto l’intervento di Parisi determina una sospensione dei lavori per dirimere ogni dubbio sulla correttezza della delibera sull’affidamento del verde pubblico. Alla ripresa De Marco afferma: «Abbiamo fatto una verifica dei calcoli, da cui emerge che nella delibera il valore della produzione è indicato in modo improprio, perché il valore della produzione non può essere “Iva compresa”, è al netto dell’Iva. Dai calcoli – spiega De Marco – abbiamo un utile al netto di Iva di 27mila euro, si riconferma quindi che l’attività del verde pubblico prevede un utile». Il “chiarimento” basta per approvare finalmente la pratica, non prima di una controreplica stizzita di Parisi: «Avete praticamente ammesso che il prospetto allegato alla delibera è sbagliato, quindi il dato che state approvando è falso, non veritiero. Vi invito a rivedere il piano industriale, e avvisare il giudice che sovrintende a tutta la situazione della “Catanzaro Servizi”», conclude Parisi. (a. cant.)
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