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tra politica e solidarietà

Cosenza, alla cena “bipartisan” dei consiglieri c’è già il toto-sindaco (e qualcuno si sbilancia)

A tavola da Affavorì girandola di nomi: Caputo o Loizzo per il centrodestra, ancora nessuno per il centrosinistra. Ma Azione starebbe valutando un candidato. Inaspettato

Pubblicato il: 19/06/2026 – 19:05
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Cosenza, alla cena “bipartisan” dei consiglieri c’è già il toto-sindaco (e qualcuno si sbilancia)

COSENZA Nessun convitato di pietra ma molte figure presenti, benché in absentia: se non fosse per la goliardia e il senso lodevole della serata – il sostegno alla Terra di Piero nella trattoria Affavorì dove il maestro di cerimonia incontrastato è Sergio “Canaletta” Crocco – la cena del giovedì tra i consiglieri comunali di Palazzo dei Bruzi avrebbe anche un senso politico. Che in occasioni del genere non può non esserci. Certo il toto-candidati per la corsa alla poltrona più importante di Palazzo dei Bruzi è l’argomento principe, diciamo il secondo dopo l’attività meritoria dell’associazione di volontariato che opera tra Cosenza e l’Africa puntando da un lato sul reinserimento dei ragazzi «che hanno avuto qualche problema in più di noi», sintetizza Crocco salutando gli ospiti, e dall’altro sulla costruzione di infrastrutture nel continente che un tempo si definiva nero.
Dopo gli applausi alla brigata si può iniziare, in attesa dell’antipasto tipico la curva nord D’Ippolito-Golluscio-Luberto non disdegna argomenti a-politici – Alessandra Bresciani ascolta incuriosita – mentre dal lato opposto, il capotavola decano del Consiglio Michelangelo Spataro – che apprezza i “maccabuoni”, fusilli fatti in casa al ragù di salsiccia – è felicemente attorniato da Assunta Mascaro, Bianca Rende e Caterina Savastano, un po’ più interne ecco Ivana Lucanto e Antonietta Cozza.
Bocche altrettanto felicemente in azione ma cucitissime sul candidato sindaco del centrosinistra: Francesco Graziadio è l’ultimo arrivato e dal suo antipasto manca qualche pezzo – la solidarietà di “casta” fa sì che nessuno riveli di chi è stata la longa manus che ha fatto sparire una purpetta – ma il ritardi non è dovuto a una riunione del Pd (non c’è questo rischio… i summit se proprio ci sono si fanno da remoto), si piazza tra gli ex dissidenti Aldo Trecroci e Gianfranco Tinto: all’avvocato di scuola Psdi e attuale presidente della Commissione Bilancio la battuta di accollarsi il conto per questioni di competenze, appunto; mozione respinta. 
Nessuno respinge invece le provocazioni: sul forzista Pierluigi Caputo papabilissimo candidato sindaco del centrodestra si favoleggia – ma l’indiscrezione risale al giorno in cui Wanda Ferro era a Cosenza per la posa della prima pietra del cantiere della nuova caserma dei vigili del fuoco – di un patto già chiuso a Roma; però l’opzione salviniana Simona Loizzo si riaffaccia tra una portata e l’altra.
E Fratelli d’Italia? Una patata bollente così, Fausto Orsomarso non la vuole assolutamente, è il ragionamento piano che viene dalla sponda centrodestra. Che rilancia: «Ragà, ma perché finora nessuno ha nominato Franz?». A proposito, pesa anche l’assenza degli annunciati Ivan Commodaro e Giuseppe Mazzuca_ il presidente del Consiglio comunale avrebbe potuto fornire qualche elemento al proposito.
Capitolo vini. Alla Gaber potremmo dire che il bianco Librandi è di sinistra mentre il “casaruolo” rosso è di destra, e più o meno la dicotomia viene rispettata. Al momento della millefoglie scomposta nessuno si scompone né si sbilancia più di tanto, fino a quando la cena bipartisan finisce con una coda alla vicina gelateria Zorro e qualcuno regala la chicca da segnare sul taccuino: «Dici che Nicola Adamo lavora per Francesco Alimena candidato sindaco in quota Azione», ed ecco spiegato allora il mini-vertice davanti a una birra in un pub del centro città, la sera prima. Non resta che appuntarsi anche questa, poi una coppetta mandorla e nocciola e si può andare a ninna soddisfatti. (EFur)

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