Cosenza, la dirigenza di Smile e AQA: «A rischio la pallanuoto femminile di Serie A»
L’allarme della società: «Serve un tavolo tecnico per il futuro della piscina comunale»

«Abbiamo letto le dichiarazioni del gestore dell’impianto natatorio comunale di Cosenza. Non intendiamo alimentare polemiche personali e lo abbiamo ribadito più volte. Riteniamo però doveroso riportare il confronto sui fatti, perché lo sport ha bisogno di chiarezza, programmazione e rispetto per il lavoro delle società sportive». È quanto riporta una lunga nota della dirigenza di Smile e AQA Cosenza. «C’è un aspetto – prosegue la nota – che ci rammarica profondamente e che merita una riflessione seria da parte di tutti. La città di Cosenza e l’intera Calabria rischiano di perdere l’unica realtà di pallanuoto femminile militante nella massima serie nazionale, non solo della pallanuoto ma dell’intero panorama sportivo regionale. Un patrimonio costruito negli anni attraverso sacrifici, investimenti, risultati sportivi e il lavoro quotidiano di atleti, tecnici, dirigenti e famiglie. Pensavamo di poter trovare, insieme al gestore e all’Amministrazione Comunale, soluzioni condivise per garantire continuità ad un progetto che rappresenta un’eccellenza sportiva regionale e un importante veicolo di promozione della città e della Calabria. Invece ci troviamo ancora una volta costretti a difenderci da una situazione di immobilismo che non consente programmazione e crescita e da critiche che non corrispondono alla realtà dei fatti. Ne prendiamo atto con amarezza. Continueremo comunque a lavorare nell’interesse degli atleti e dello sport, auspicando che le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti comprendano l’importanza di preservare e valorizzare un patrimonio che appartiene non ad una singola società, ma all’intera comunità sportiva calabrese. Il primo tema riguarda il XXIII Meeting Cttà di Cosenza. Contrariamente a quanto affermato dal gestore, la manifestazione non è stata annullata per il numero degli iscritti, come qualcuno vorrebbe far credere. Il problema era un altro e riguardava esclusivamente le condizioni dell’impianto. Nei giorni precedenti l’evento, e anche nel giorno previsto per l’inizio della manifestazione (05-06-2026) abbiamo rilevato temperature dell’acqua comprese tra i 22 e i 23 gradi, valori incompatibili con lo svolgimento in sicurezza di una manifestazione natatoria e ben al di sotto dei parametri richiesti dalla Federazione Italina Nuoto e Federazione Italiana Paralimpica. Si tratta di dati tecnici e documentati che saranno messi a disposizione delle autorità e delle istituzioni competenti. A conferma di quanto sostenuto, nei giorni precedenti alla manifestazione non è stato possibile utilizzare regolarmente la vasca e l’apertura al pubblico della piscina scoperta è avvenuta soltanto il 15 giugno 2026. Questo non ha certamente contribuito a trasmettere serenità e fiducia alle società partecipanti. Peraltro, già nella passata edizione avevamo ricevuto numerose critiche proprio per la temperatura dell’acqua. Questa è la realtà dei fatti. Di fronte a tali risultanze, la tutela della salute degli atleti è stata considerata prioritaria rispetto ad ogni altra valutazione. Il secondo tema riguarda la programmazione agonistica e le tariffe. Il nostro trimestre agonistico di riferimento comprende i mesi di aprile, maggio e giugno, periodo nel quale si concentrano campionati regionali, nazionali, qualificazioni e appuntamenti federali programmati con largo anticipo. Nonostante ciò, nella settimana compresa tra il 9 e il 13 giugno 2026 le società sportive si sono viste modificare unilateralmente gli orari di allenamento per esigenze organizzative del gestore, con inevitabili ripercussioni sulla preparazione degli atleti e sulla gestione delle famiglie. Nel passaggio dalla piscina coperta alla piscina scoperta, nel pieno della stagione agonistica, ci siamo inoltre trovati di fronte ad un sostanziale raddoppio delle tariffe rispetto alle condizioni precedentemente applicate e rispetto a quelle richieste dalle società sportive già nel mese di aprile. Una situazione che rende estremamente difficile qualsiasi programmazione tecnica ed economica e che rischia di penalizzare esclusivamente atleti, famiglie e associazioni sportive. Il terzo tema riguarda tariffe e spazi acqua. Abbiamo partecipato alla riunione programmatica convocata il 16-06-2026 per l’assegnazione degli spazi acqua alle associazioni sportive. Alla riunione il Presidente di Amphiios Carmine Manna non risultava presente. L’unica figura che ha cercato di fornire risposte è stata il Direttore dell’impianto, che ci assicurava l’invio di una comunicazione ufficiale con spazi e costi. La sera stessa è pervenuta la comunicazione del gestore che prevedeva meno giorni disponibili, meno corsie assegnate e costi più elevati rispetto alle richieste avanzate dalle società sportive senza alcun confronto A questo si aggiunge l’impossibilità di utilizzare la piattaforma dei tuffi, il cosiddetto “Castello”, simbolo storico della piscina scoperta di Cosenza, senza che sia stata fornita alcuna motivazione. Una decisione che penalizza direttamente due atleti impegnati nella preparazione dei prossimi Campionati Italiani. Oggi alle associazioni sportive viene richiesta una tariffa pari a circa 25 euro l’ora per corsia, a fronte di realtà analoghe come la piscina comunale di Crotone, dove le tariffe si attestano tra i 12 e i 14 euro per corsia/ora. Il quarto tema riguarda il futuro della piscina scoperta Per questa ragione abbiamo chiesto la convocazione di un tavolo tecnico tra Comune, Federazione Italiana Nuoto, concessionario e società sportive. Non siamo interessati alle attività commerciali. Vogliamo semplicemente creare una casa per l’agonismo, un luogo dove possano allenarsi i giovani, svolgersi raduni federali, collegiali e manifestazioni sportive di alto livello. Il patrimonio costruito da atleti, tecnici, dirigenti e famiglie in decenni di attività non può andare disperso. La vera sfida è decidere se Cosenza vuole continuare ad essere una città protagonista dello sport acquatico oppure rinunciare ad un patrimonio costruito in decenni di sacrifici, competenze, passione e risultati. Noi continueremo a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto. Ci aspettiamo che ciascuno faccia la propria, nell’interesse esclusivo degli atleti, delle famiglie e del futuro dello sport cosentino».
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato