È morto Igor Protti. Il suo ultimo messaggio: «Arrivati al fischio finale»
L’ex calciatore aveva 58 anni e da tempo era malato

È morto a 58 anni Igor Protti, uno degli attaccanti più amati del calcio italiano degli anni ’90 e simbolo di passione, determinazione e continuità realizzativa. L’ex centravanti di Messina, Bari, Lazio, Napoli, Reggiana e Livorno si è spento dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia.
La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso i canali social dell’ex calciatore, con un messaggio che ha rapidamente fatto il giro del mondo del calcio. «Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”». Nel messaggio viene indicata anche la possibilità di porgere l’ultimo saluto presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza. L’ultima apparizione pubblica di Protti risale al 25 maggio scorso, in occasione del matrimonio della figlia, nonostante le condizioni di salute già molto compromesse.
Una carriera tra provincia e grandi palcoscenici
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti ha costruito la propria carriera partendo dalle categorie inferiori, fino a imporsi nel calcio che conta con il Messina e soprattutto con il Bari. Con i biancorossi visse la stagione più straordinaria della sua carriera, culminata con il titolo di capocannoniere della Serie A 1995-96 grazie a 24 reti, un record rimasto unico: nessun altro marcatore è mai riuscito a vincere la classifica cannonieri nel massimo campionato con una squadra retrocessa. Dopo le esperienze con Lazio e Napoli, il legame più profondo della sua carriera fu quello con il Livorno. Tornato in amaranto nel 1999, Protti divenne il simbolo della rinascita del club, guidandolo dalla Serie C fino alla Serie A e diventando un punto di riferimento assoluto per la città e la tifoseria. Nel corso della sua carriera ha inoltre ottenuto un primato raro nel calcio italiano: insieme a Dario Hübner è stato uno dei pochi giocatori capaci di conquistare il titolo di capocannoniere in tutte le principali categorie professionistiche, dalla Serie A alla Serie B fino alla Serie C1.
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