«Il caldo estremo di giugno provoca conseguenze sulla salute»
Pregliasco: bisogna rafforzare le attività di prevenzione e anticipare i sistemi di allerta

ROMA “Le temperature eccezionalmente elevate registrate nelle ultime settimane confermano una tendenza ormai evidente: il caldo intenso non è più confinato ai mesi centrali dell’estate e tende a manifestarsi con crescente frequenza già a giugno”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. “L’anticipo delle ondate di calore rappresenta uno dei segnali più concreti della trasformazione climatica in corso nel bacino del Mediterraneo, area particolarmente esposta agli effetti del riscaldamento globale. Un fenomeno che non può essere spiegato esclusivamente da oscillazioni climatiche temporanee, ma che si inserisce in un quadro di progressivo aumento delle temperature e di maggiore persistenza delle masse d’aria calda di origine subtropicale”. “Le implicazioni riguardano non soltanto l’ambiente, ma anche la salute pubblica. L’esposizione prolungata a temperature elevate aumenta il rischio di disidratazione, colpi di calore, aggravamento delle patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, con un impatto particolarmente significativo sugli anziani, sui soggetti fragili, sui pazienti cronici e sui lavoratori maggiormente esposti”. “Di fronte a uno scenario che modifica la durata e l’intensità della stagione calda, diventa essenziale rafforzare le attività di prevenzione, anticipare i sistemi di allerta e promuovere comportamenti adeguati per la tutela della popolazione più vulnerabile”. “Il cambiamento climatico non sta soltanto aumentando le temperature: sta ridefinendo il calendario stesso delle emergenze climatiche e sanitarie. Prepararsi al caldo non può più essere un’attività limitata ai mesi di luglio e agosto. La nuova normalità richiede attenzione, programmazione e capacità di adattamento già dall’inizio dell’estate”, conclude Pregliasco. (Agi)
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