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l’intervista

Meloni: «Colpita da Trump, politica non è Temptation Island»

Così la premier a “Il giorno de La Verità”

Pubblicato il: 23/06/2026 – 22:09
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Meloni: «Colpita da Trump, politica non è Temptation Island»

ROMA «Sono rimasta colpita, ho letto tutte le ricostruzioni in cui si è ipotizzato che il mio atteggiamento fosse stato assertivo o che ci fosse stato un tentativo di distogliere l’attenzione dalla guerra in Iran – dice Meloni aprendo l’intervista – non so dire se queste ricostruzioni possano essere vere, ma non intendo alimentare questo confronto, penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Usa debba tornare alla normalità. Tajani ha fatto bene ad annullare la missione in quel momento, ma una volta che il messaggio passa, non c’è bisogno di andare oltre. All’appuntamento del 2 luglio a villa Taverna il governo sarà presente anche per rispetto verso l’ambasciatore Fertitta, una personalità che lavora molto per mantenere saldi i rapporti tra Italia e Stati Uniti, perché non cambio idea: la politica estera sarà quella degli ultimi 80 anni, è importante mantenere un rapporto solido tra Usa e Europa», lo ha detto Giorgia Meloni alla festa del quotidiano La Verità, “Il giorno de La Verità”, a Roma, intervistata da Direttore Maurizio Belpietro. «Noi dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità che meritano – ha continuato Meloni – perché a volte parliamo di politica estera come se fosse Temptation Island. Lo dico facendo riferimento ai meme che vedo circolare, ma la politica estera è una cosa molto più complessa di questo». Interpellata sul possibile rischio di contraccolpi nei rapporti commerciali tra Roma e Washington, la presidente del Consiglio ha escluso tensioni o effetti negativi. «Non vedo francamente contraccolpi. Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico».
Per quanto riguarda il Covid, «mi sono fatta l’idea che bisogna fare chiarezza, oggettivamente ci sono delle cose che stanno uscendo che sono abbastanza inquietanti. In buona sostanza, persone improvvisate alle quali vengono pagate decine di milioni, quando non centinaia di milioni di commissioni per importare in Italia dalla Cina un miliardo e duecento milioni di mascherine, la gran parte delle quali farlocche. Quindi, qualcuno che faceva, sembra, degli affari mentre l’Italia migliore cercava di combattere il virus». «Al di là di quali sono i profili penali – ha aggiunto – di cui si occuperanno le persone competenti e senza voler fare polemica politica, perché poi su queste cose bisogna vedere, io rimango francamente un po’ colpita dal fatto che in Italia si è speso molto più inchiostro sulle relazioni sentimentali di Gennaro Sangiuliano, piuttosto che su un tema del genere, nel quale in buona sostanza si dice che c’erano centinaia di milioni di soldi degli italiani che venivano distribuiti mentre la gente soffriva, combatteva contro un virus per fare affari facili in un periodo difficile». «Penso che tutti quanti dobbiamo lavorare per arrivare alla verità su questo tema e mi dispiace che alcuni partiti dell’opposizione su questo non siano i primi a chiedere di fare chiarezza su questo tema», ha concluso Meloni. 

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