Sanità, la Corte dei conti frena la fine del commissariamento: il centrosinistra attacca Occhiuto e Meloni
Irto: «Il diritto alla salute non si garantisce con operazioni politiche». Barbuto: «Propaganda smontata». Le critiche di Bruno

CATANZARO «I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri». E’ l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese. «Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. Durante la campagna elettorale per le Regionali calabresi, la presidente del Consiglio aveva annunciato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario. Negli ultimi giorni, il presidente della Regione aveva a sua volta anticipato l’imminente registrazione del relativo Dpcm e aveva convinto l’opinione pubblica che la procedura fosse già conclusa. L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità. Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini èeffettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati«. «Da 16 anni i calabresi pagano un prezzo enorme, ma senza avere servizi adeguati. Il centrodestra esca dal teatro della menzogna e – conclude il Pd Calabria – abbia il coraggio di ristabilire l’eguaglianza dei calabresi rispetto al diritto alla salute». Anche il gruppo regionale del partito ha diffuso un comunicato sulla vicenda.
Alecci: «Preoccupano i dubbi della Corte dei Conti»
«Le richieste di approfondimenti da parte della Corte dei Conti sull’uscita della Sanità calabrese dal commissariamento ci preoccupano molto. Le motivazioni addotte non sono affatto riconducibili ad una serie di dettagli, poiché sarebbero state evidenziate criticità sia sotto il profilo delle motivazioni che su quello procedurale. Insomma, dubbi formali e sostanziali che, di fatto, possono rappresentare un brusco stop per il percorso dato quasi per scontato dal presidente Occhiuto e dal governo nazionale di centrodestra». Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Calabria, Ernesto Alecci che aggiunge: «Evidenziando, ancora una volta, quella necessità, da parte della governance regionale, di puntare sempre sul lancio mediatico a sorpresa piuttosto che sulla sostanza delle attività amministrative. Una ricerca ossessiva dello scoop che brucia i tempi della politica piuttosto che una politica che segue i percorsi adeguati nei tempi adeguati». «Auspichiamo una gestione della Sanità libera da vincoli e lacciuoli, ma nei modi e nei tempi adeguati. L’attività amministrativa – conclude – non può essere sempre piegata alla necessità del lancio mediatico».
Barbuto (M5s): «La Corte dei conti smonta la propaganda di Occhiuto»
«La narrazione trionfalistica della giunta Occhiuto sull’imminente uscita della sanità calabrese dal commissariamento si è infranta contro il muro della realtà eretto dalla Corte dei Conti. Di fronte ai pesanti dubbi sollevati dai magistrati contabili sulla regolarità delle procedure e sulla reale tenuta dei conti pubblici sanitari, la propaganda deve cedere il passo alla trasparenza. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione scritta a risposta urgente rivolta al presidente Roberto Occhiuto». Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto. «Per mesi – prosegue – ci è stata raccontata una realtà parallela fatta di tappe forzate e imminenti liberazioni dai vincoli romani. Oggi scopriamo che l’organo di rilievo costituzionale deputato al controllo dei conti pubblici solleva riserve fortissime sia sulla legittimità dell’iter normativo concordato con i ministeri affiancanti, sia sulla reale perimetrazione del debito storico, in particolare per quanto riguarda le nostre Asp e Aziende ospedaliere più critiche. Non lo dice l’opposizione, lo dice la magistratura contabile: i conti non tornano». Nella sua interrogazione, l’esponente del M5S chiede risposte chiare e «carte alla mano» su quattro punti cruciali: l’esatta natura dei rilievi della Corte, la reale consistenza del debito sanitario regionale al netto delle passività ancora non verificate, i rischi di un eventuale annullamento o blocco procedurale da parte dello Stato e le contromisure urgenti per evitare che questo stallo impatti sui Livelli essenziali di assistenza (Lea). «Un’uscita affrettata e non certificata dal commissariamento – conclude Barbuto – non sarebbe un successo, ma un azzardo pericolosissimo. Il rischio reale è quello di un nuovo e più drammatico default finanziario che i cittadini calabresi pagherebbero due volte: sulla propria pelle, con servizi d’emergenza e pronto soccorso al collasso, e nelle proprie tasche, attraverso il mantenimento delle aliquote massime delle addizionali regionali. Occhiuto esca dall’isolamento mediatico e venga a riferire in Aula la verità sullo stato di salute delle casse della nostra sanità».
L’intervento di Bruno
«Nelle settimane scorse avevamo sottolineato come la tanto sbandierata fine del commissariamento della sanità calabrese avrebbe prodotto effetti assai limitati, dal momento che restano pienamente in vigore il Piano di rientro e tutte le restrizioni che da anni condizionano l’organizzazione e lo sviluppo del sistema sanitario regionale». Lo afferma il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, commentando i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti sulla decisione del Governo di revocare il commissariamento della sanità calabrese. «Una valutazione che oggi trova ulteriori elementi di conferma alla luce delle osservazioni formulate dalla magistratura contabile. Se la Corte dei Conti ritiene necessario approfondire e verificare gli aspetti giuridici e amministrativi del provvedimento, significa che le perplessità che avevamo espresso non erano affatto infondate», sostiene Bruno. Secondo il consigliere regionale, la revoca del commissariamento è stata presentata come una svolta storica senza che vi fossero le condizioni sostanziali per considerarla tale. «Abbiamo sempre sostenuto che si trattasse di un’operazione prevalentemente propagandistica, utile a costruire l’immagine di una sanità finalmente liberata dai vincoli del passato, mentre nella realtà continuano a permanere tutte le criticità che cittadini e operatori vivono quotidianamente». Bruno richiama in particolare la permanenza del Piano di rientro e dei vincoli che continuano a limitare l’attività del sistema sanitario regionale. «I problemi strutturali della sanità calabrese non sono stati risolti. Restano la carenza di personale, le difficoltà dei servizi territoriali, le liste d’attesa, le criticità degli ospedali e la mancanza di risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. Per questo avevamo giudicato del tutto prematuro e fuorviante presentare la fine del commissariamento come una vittoria definitiva». Il capogruppo di Tridico Presidente punta quindi il dito contro il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il Governo nazionale. «Quella celebrata come una grande conquista rischia di rivelarsi l’ennesima operazione di immagine. I calabresi continuano a fare i conti con una sanità che fatica a garantire servizi adeguati e che resta sottoposta a condizioni straordinarie. È su questo che andrebbero concentrate le energie e non sugli annunci ad effetto». «Forse – conclude Bruno – sarebbe il momento di abbandonare il trionfalismo e concentrarsi sui problemi reali. I cittadini non hanno bisogno di giochi di prestigio o di operazioni propagandistiche, ma di una sanità pubblica efficiente, accessibile e capace di garantire concretamente il diritto alla salute in ogni territorio della Calabria».
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato