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Caccia, serve maggiore equilibrio tra agricoltura e fauna selvatica

Il commento di Confagricoltura sul ddl 1552 approvato in Senato

Pubblicato il: 25/06/2026 – 17:20
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Caccia, serve maggiore equilibrio tra agricoltura e fauna selvatica

ROMA Il ddl 1552, approvato al Senato, va nell’auspicata direzione di avviare un percorso di aggiornamento della legge 157/92. Una legge che ha oltre 30 anni e non è più adeguata alle diverse esigenze che si stanno delineando nel territorio e che pertanto non può affrontare le numerose criticità relative alla proliferazione di alcune specie di fauna selvatica.
Confagricoltura evidenzia che le attuali difficoltà sono legate alla perdita di redditività delle attività agricole in alcune aree del Paese, con conseguente abbandono dei territori montani e collinari, ma anche alla diffusione della Peste Suina Africana e agli squilibri ambientali causati dalla densità della fauna non compatibile con l’ambiente stesso. Senza tralasciare la salute e la sicurezza pubblica.
Il ddl approvato al Senato – rimarca la Confederazione – coglie la necessità di creare un maggiore equilibrio tra la natura e le attività produttive: questo significa protezione della fauna selvatica che implica anche la sua gestione attiva. In tal senso è positivo l’ampliamento del novero dei soggetti attuatori nell’ambito dei piani di controllo che comprende ora anche gli imprenditori agricoli, i proprietari e i conduttori dei fondi in cui i piani vengono attuati, contribuendo così a una migliore gestione del territorio.
Come è anche positiva la conferma del ruolo rilevante svolto dalle Aziende Faunistico Venatorie e Agrituristico Venatorie. La peculiare e strategica funzione di questi istituti, ad avviso di Confagricoltura, deve essere rafforzata e protetta anche in un’ottica di tutela ambientale, vista l’importanza che potrebbero avere per migliorare la gestione dell’ambiente e per tutelarne gli ecosistemi, contribuendo anche alla prevenzione degli incendi, del dissesto idrogeologico, e a combattere il cambiamento climatico valorizzando il ruolo dei boschi, dei pascoli e del suolo a catturare la CO2.

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