Equalize-‘ndrangheta, arrivano le prime sentenze: tre condanne
Coinvolti soggetti vicini alla cosca Barbaro di Platì

MILANO Prime condanne e patteggiamenti nell’inchiesta sulla Equalize di Enrico Pazzali e nel filone investigativo sull’anello “di congiunzione” fra la società di cyber-spionaggio industriale di via Pattari e uomini della ‘ndrangheta. La gup di Milano, Tiziana Landoni, ha condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione Francesco Baldo e a 2 anni e 10 mesi Micheal e Nicolas Chiera nella vicenda della tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito di un contenzioso da 35 milioni di euro fra la Fenice spa dell’imprenditore Lorenzo Sbraccia e la società di costruzioni G&G della famiglia Motterlini su un cantiere di Milano e che sarebbe stata mediata da uomini della criminalità organizzata calabrese della “famiglia Barbaro”, la ‘ndrina di Platì riconosciuta come una delle più potenti cosche della criminalità calabrese, contattati dall’ex super poliziotto e braccio destro di Pazzali, Carmine Gallo, defunto nel 2025. Nel processo che si è celebrato con il rito abbreviato (mentre nei confronti di Sbraccia e altri coimputati si sta procedendo con rito ordinario davanti all’ottava sezione penale) il pubblico ministero Francesco De Tommasi ha ottenuto il riconoscimento dell’aggravante dell’agevolazione mafiosa. La gup ha condannato Baldo al pagamento di 2mila euro di multa e delle spese di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere e lo ha interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, riservandosi in 90 giorni per le motivazioni della sentenza. I due cugini Chiera, rispettivamente di 41 e 31 anni, erano stati arrestati perché avrebbero incaricato un altro degli imputati, Fulvio Cilisto (che ha patteggiato 1 anno e 11 mesi), di avvicinare l’imprenditore Claudio Motterlini per “intimidirlo” e indurlo a “più miti consigli” dicendogli “che se non sblocca i cantieri ci sono dietro dei calabresi grossi che fanno problemi”. Si sarebbe trattato – secondo le indagini del Ros ritenute già fondante dal gip Fabrizio Filice che ad agosto 2025 aveva disposto gli arresti – dei “calabresi di Treviglio”, nella bergamasca (dove sono residenti i due), lasciando intendere che si trattasse di uomini della cosca di ‘ndrangheta dei Barbaro. Nei loro confronti la giudice dell’abbreviato ha disposto anche multe da 1.200 euro.
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