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Il verdetto

’Ndrangheta, tentato omicidio Inzitari: assolto Tripodi. Condanna a 15 anni per Candiloro

Secondo l’accusa, alla base dell’agguato del 2017 vi sarebbe stata la testimonianza resa dall’imprenditore contro la cosca Crea

Pubblicato il: 27/06/2026 – 10:38
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’Ndrangheta, tentato omicidio Inzitari: assolto Tripodi. Condanna a 15 anni per Candiloro

CASTROVILLARI Il Tribunale di Castrovillari, al termine della camera di consiglio svoltasi nella tarda serata di ieri, ha assolto Michelangelo Tripodi dall’accusa di essere uno degli esecutori del tentato omicidio ai danni di Pasquale Inzitari. L’assoluzione è arrivata in linea con la richiesta dei difensori, gli avvocati Sergio Rotundo e Alice Zelinda Massara. La Procura aveva invece sollecitato una condanna a 18 anni di reclusione.

Il tentato omicidio

I fatti risalgono alla sera del 25 luglio 2017, quando, nei pressi del centro commerciale di Rossano-Corigliano, due individui inseguirono Inzitari esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco calibro 9×21. Il tentato omicidio non si consumò grazie alla pronta reazione della vittima, che riuscì a dileguarsi a bordo della propria auto, dando vita a un rocambolesco inseguimento nel parcheggio della struttura.
Per lo stesso episodio, il Tribunale ha condannato il coimputato Francesco Candiloro (difeso dall’avvocato Fausto Bruzzese) alla pena di 15 anni di reclusione. Secondo l’impostazione accusatoria, alla base dell’agguato vi sarebbe stata la testimonianza resa da Inzitari contro sodalizi delinquenziali del Reggino, e in particolare contro l’articolazione territoriale operante a Rizziconi, riconducibile alla cosca Crea.

Il “caso” Inzitari

Inzitari, noto imprenditore reggino, era già stato vittima in passato di un grave episodio: nel 2008, a Gioia Tauro, un ordigno fu collocato sotto l’auto del cognato Antonino Princi, commerciante con interessi nel Catanzaro Calcio, ed esplose nel momento in cui l’uomo mise in moto il veicolo. Proprio la gravità del contesto aveva attirato l’attenzione degli inquirenti sull’intera vicenda, conclusasi ora, per quanto riguarda questa posizione, con l’assoluzione di Tripodi, sancendone l’estraneità ai fatti contestati. Tripodi è stato inoltre assolto anche in un procedimento parallelo celebrato davanti all’autorità giudiziaria di Brescia, dove era imputato per detenzione di armi aggravata dalla finalità di agevolare la cosca Crea. (Gi.Cu.)

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