Più borse di studio, meno abbandoni: la “mossa” della Regione per i giovani calabresi
Dalla Giunta la proposta di riprogrammazione dei fondi europei per complessivi 30 milioni al Comitato di Sorveglianza

CATANZARO Dal reddito di merito alle borse di studio. La Regione Calabria conferma la strategia di sostegno al diritto allo studio dei giovani calabresi intesa come «esigenza strutturale del territorio». Tra i documenti all’attenzione del Comitato di Sorveglianza sui fondi europei che si è tenuto in Cittadella c’è anche una proposta di riprogrammazione del Fondo sociale europeo (Fse +) finalizzata a investire nuove risorse per l’”eco-sistema” universitario calabrese, con particolare fiferimento alle borse di studio.
Il contesto
«La Regione Calabria – si legge negli atti presentati al Comitato di Sorveglianza – presenta un marcato divario rispetto alla media europea in termini di istruzione terziaria. Tale criticità è ulteriormente accentuata da un tasso di abbandono universitario ancora elevato, particolarmente concentrato nei primi anni di corso e fortemente correlato alle condizioni economiche degli studenti. In tale contesto, le borse di studio universitarie si configurano come uno strumento essenziale per la rimozione degli ostacoli di natura economica che limitano l’accesso e la permanenza nell’istruzione terziaria, contribuendo in modo diretto alla riduzione della dispersione universitaria ed al miglioramento degli esiti formativi». Secondo la Regione «l’esperienza maturata nel corso della programmazione 21-27, che ha visto il finanziamento delle borse di studio per studenti universitari per un arco temporale di tre anni accademici, ha evidenziato una elevata capacità di assorbimento delle risorse, un rapido avanzamento della spesa e un impatto immediato sui beneficiari finali, confermando la maturità amministrativa dell’intervento e la sua piena coerenza con i requisiti di efficacia ed efficienza richiesti dal Fse+. Pertanto, Il finanziamento delle borse di studio per studenti universitari per l’anno accademico 2026–2027 risulta particolarmente rilevante in considerazione della conclusione del ciclo di programmazione delle risorse Pnrr e Poc che avevano temporaneamente integrato il sostegno al diritto allo studio. Pertanto, si ritiene necessario una riprogrammazione in rafforzamento dell’intervento a valere sull’azione 4.ff.1 del Pr Calabria Fse+ 2021–2027, settore d’intervento 135, al fine di assicurare la continuità delle misure, prevenire effetti di discontinuità sui destinatari e consolidare gli impatti positivi già registrati sul sistema universitario regionale».
La riprogrammazione
Per l’individuazione delle risorse necessarie – prosegue la Giunta – «l’amministrazione regionale ha intercettato al momento 30 milioni tenendo conto delle risorse non destinate ad alcuna procedura/operazione e, in via subordinata, delle risorse che, sebbene destinate, risultano prive di obbligazione giuridicamente vincolanti. Sono in corso le procedure per la ricognizione del fabbisogno delle università utile a determinare se il volume delle risorse individuate sia sufficiente». Il dato di fondo è che – conclude la Giunta regionale – «pur configurandosi come interventi a monte dei processi di inserimento lavorativo, le misure di sostegno al diritto allo studio universitario rappresentano una leva rilevante per il miglioramento della partecipazione al mercato del lavoro, in coerenza con gli obiettivi del Pr Calabria Fse+». Per l’approvazione di questa proposta di riprogrammazione, che avrà bisogno di una decisione comunitaria, verrà avviata – spiega la Regione – una procedura scritta ex art. 7 del Regolamento di funzionamento del Comitato di Sorveglianza a far data da domani. (a. c.)
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