Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 18:23
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

l’indagine

Accusato di essere un “falso cieco” a Tropea con un sequestro da 100 mila euro, prosciolto dopo due anni – NOME

Il gup del Tribunale di Vibo Valentia ha accolto le tesi difensive dell’avvocato Sandro D’Agostino, pronunciando sentenza di non luogo a procedere

Pubblicato il: 30/06/2026 – 17:03
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Accusato di essere un “falso cieco” a Tropea con un sequestro da 100 mila euro, prosciolto dopo due anni – NOME

TROPEA Il gup del Tribunale di Vibo Valentia ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Francesco Zungri, accusato di aver finto cecità per truffare lo Stato. Nell’estate 2024 la Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro da circa 100 mila euro, scatenando l’ironia sui social nei confronti del “falso cieco” impegnato a fare il bagnino. Già in fase cautelare la difesa era riuscita a dimezzare l’importo sequestrato, mentre oggi – due anni dopo – arriva la sentenza di assoluzione da parte del Tribunale di Vibo Valentia.

Accolte le tesi difensive

Il Giudice ha accolto integralmente la tesi difensiva, secondo cui non è emersa alcuna “falsa attestazione” dello stato di cecità volta a trarre in inganno la commissione collegiale; la stessa che, nel 2018, aveva riconosciuto lo Zungri quale cieco assoluto. L’avvocato Sandro D’Agostino accoglie questa sentenza con grande soddisfazione e dichiara: «La vicenda processuale vissuta dal Sig. Zungri ci ricorda ancora una volta quanto sia necessaria la massima prudenza nell’analizzare l’applicazione di misure cautelari personali o, come nel caso di specie, reali. Prima ancora che il Sig. Zungri potesse esercitare il proprio diritto di difesa, l’opinione pubblica lo aveva già condannato senza pietà. Fin dal primo momento abbiamo manifestato la piena volontà del mio assistito a sottoporsi a qualsiasi accertamento medico. Nel corso dell’udienza preliminare, sviluppatasi su più sedute, abbiamo chiesto con fermezza sia di specificare quale fosse la presunta falsa attestazione che avrebbe raggirato la commissione medica, sia di far verificare l’intera documentazione investigativa da un perito nominato dal Giudice. Esprimiamo grande soddisfazione per una sentenza che ha stabilito l’assenza di qualsiasi ragionevole probabilità di condanna e che – grazie all’attenzione del Giudicante – ha sottratto il Sig. Zungri a un processo che si prospettava lungo e faticoso». (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x