Figli dei clan, sì unanime della Camera alla legge “Liberi di scegliere”
Previste misure di protezione e assistenza per minori e adulti

Via libera unanime dell’Aula della Camera alla proposta di legge “Liberi di scegliere”, il provvedimento che introduce misure di protezione e assistenza per minorenni e adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata. Il testo è stato approvato con 209 voti favorevoli e nessun contrario e passa ora all’esame del Senato. La proposta, bipartisan, è a prima firma della deputata di Fratelli d’Italia e presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a tutela dei minori che crescono in ambienti segnati dalla presenza mafiosa, offrendo percorsi di protezione, sostegno e accompagnamento anche agli adulti di riferimento. Il testo elenca gli interventi di protezione personale adottabili su indicazione dell’autorità giudiziaria, insieme alle misure di assistenza economica. È prevista anche l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico presso il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia. Tra le novità c’è la possibilità di secretare, con provvedimento dell’autorità giudiziaria e nei casi previsti dalla legge, notizie, atti e provvedimenti relativi alle misure di protezione personale e alle attività del Servizio centrale di protezione. Il provvedimento disciplina anche modifica, revoca e sospensione delle misure di protezione e assistenza economica da parte del Tribunale per i minorenni. La proposta estende inoltre il meccanismo di trasmissione degli atti dal pubblico ministero al giudice civile o al Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie nei procedimenti per associazione per delinquere, associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga e delitti aggravati dal metodo mafioso, quando i fatti riguardano genitori di minorenni. Ampliato anche l’ambito di applicazione delle misure anticipate per i minori coinvolti in reati di particolare allarme sociale, includendo i delitti aggravati dal metodo mafioso. Il testo prevede infine l’obbligo per il ministro dell’Interno di presentare ogni anno alle Camere una relazione sulle misure di protezione e assistenza adottate, sulla loro efficacia e sulle modalità generali di applicazione. (redazione@corrierecal.it)
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