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Per l’81% degli italiani l’Ue è un luogo stabile

“Eurobarometro”: il 63% si dichiara ottimista sul futuro dell’Unione

Pubblicato il: 01/07/2026 – 17:02
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Per l’81% degli italiani l’Ue è un luogo stabile

ROMA Il 75% degli europei vede l’Ue come un’oasi di stabilità in un mondo travagliato, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto al periodo ottobre-novembre 2025, che rappresenta il secondo valore più alto registrato nell’ultimo decennio. In Italia, questa percezione è ancora più forte rispetto alla media europea. Oltre otto italiani su dieci (81%) concordano sul fatto che l’Ue rappresenti un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile; un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all’autunno 2025. E’ quanto emerge dai dati dell’ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo. I recenti sviluppi a livello mondiale hanno aggravato la visione pessimistica degli europei sul futuro del mondo (il 58% è pessimista e il 38% è ottimista). Dall’autunno 2025 il tasso di pessimismo riguardo al futuro del mondo è aumentato di 6 punti percentuali. L’umore generale dei cittadini oscilla tra incertezza (44%) e speranza (43%), che sono le due emozioni più citate per descrivere il proprio stato d’animo attuale. Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo (il 57% è pessimista), gli italiani si mostrano più ottimisti riguardo al futuro dell’Unione: il 63% si dichiara ottimista, rispetto al 58% della media dell’Ue. Tuttavia, il livello di incertezza in Italia è più alto rispetto alla media europea (56%, rispetto al 44% della media Ue). In un contesto mondiale in continua evoluzione, caratterizzato da mutamenti nelle alleanze, il 74% degli europei considera vantaggiosa l’appartenenza del proprio paese all’Ue, eguagliando così il livello più alto mai registrato, raggiunto per la prima volta nel gennaio-febbraio 2025. Il contributo dell’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è considerato uno dei principali e più importanti vantaggi dell’appartenenza all’Unione (40%, +3 punti percentuali dalla primavera del 2025). Al secondo posto (34%) si colloca la più stretta cooperazione tra gli Stati membri derivante dall’adesione. (Ansa)

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