“Un’Odissea”, in scena a Montegiordano e a Terra Rossa Festival di Narrazione
Lo spettacolo prodotto da Dracma e dall’Associazione Antonio Pasqualino propone una rilettura contemporanea del poema omerico tra musica, narrazione e scenografie artigianali

POLISTENA Un viaggio che si prolunga oltre ogni previsione e diventa destino per un uomo combattuto tra il desiderio di tornare a casa, e quello di spingersi fino a dove nessuno lo ha fatto prima di lui.
“Un’Odissea” è lo spettacolo di narrazione e teatro d’oggetti di Francesco Picciotti e Marco Ceccotti, della Compagnia Divisoperzero, con Francesco Picciotti, che si è occupato anche della costruzione degli oggetti musicali, e delle scene, insieme a Fabrizio Pallara, che ne cura anche la regia. Voce fuori campo di Francesca Villa.
Picciotti e Ceccotti di Divisoperzero portano avanti, parallelamente, un intenso lavoro laboratoriale con adulti e bambini, collaborando con scuole, biblioteche e librerie.
L’opera, adatta dai 7 anni in su, arriva venerdì 10 luglio a Montegiordano Marina (CS), in Piazza Falcone- Borsellino alle 21:30, evento che rientra nel cartellone estivo degli eventi del comune dell’Alto Ionio cosentino. E domenica 12 luglio alle 19:30 a Ceglie Messapica (BR), al teatro “Sobb’s Asile” (fontanella di Via Vittorio Alfieri), all’interno della sesta edizione della Rassegna Terra Rossa Festival di Narrazione in Valle d’Itria, che si svolgerà dal 10 al 12 luglio. Tre giornate dedicate al teatro di narrazione, ai laboratori per bambine e bambini, agli spettacoli tout public e alle narrazioni per adulti, in un percorso che intreccia immaginazione, comunità, parola e territorio.
Lo spettacolo è prodotto da Dracma Teatro e l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari “Antonio Pasqualino” di Palermo.
La scena sembra il ponte di una nave, con cavi e casse a definire gli spazi, abitato da strumenti sonori unici, costruiti assemblando oggetti di uso comune in forme inattese. Ogni creazione è un compagno di viaggio che porta con sé un doppio volto: da un lato evoca visivamente i personaggi incontrati da Ulisse – sagome che richiamano ciclopi, sirene, divinità e creature mitiche – dall’altro è soprattutto uno strumento musicale, capace di generare timbri grezzi e stratificati nati dall’attrito dei materiali. Questi oggetti musicali, nati da materiali poveri, recuperati e trasformati grazie all’ingegno del narratore stesso, producono suoni che vengono campionati e mixati dal vivo, stratificando ritmi e atmosfere che trasformano il racconto in un paesaggio sonoro in continua metamorfosi, diventando sirene, tempeste, venti contrari, mostri.
Il viaggio diventa simbolo della voglia di scoprire, di conoscere cose nuove e di mettersi alla prova, anche quando si ha paura. Una narrazione intima e collettiva, dove la fragilità degli strumenti artigianali, rivela la potenza dell’immaginazione e il viaggio di Ulisse diventa il viaggio di ciascuno di noi.
Tra i produttori, Dracma, diretta da Andrea Naso, che dal 2025 è stata riconosciuta dal Ministero, Centro di produzione teatrale, unica struttura di questo tipo in Calabria e dal 2022 Organismo di programmazione teatrale, curando la programmazione dei teatri di Polistena (RC) e Filadelfia (VV). Inoltre dal 2015 DRACMA, da Residenza regionale, diventa Residenza artistica nazionale riconosciuta dal Ministero della Cultura e diventando, poi, per il triennio 2025-2027, Centro di Residenza Artistica della Calabria – C.re.A. insieme a Teatro del Carro, partecipando da anni a reti nazionali di primo piano come InBox e Progetto Cura.
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