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Gli Usa colpiscono 90 obiettivi militari in Iran

Traffico quasi fermo nello Stretto di Hormuz

Pubblicato il: 09/07/2026 – 7:26
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Gli Usa colpiscono 90 obiettivi militari in Iran

Gli Stati Uniti hanno colpito circa 90 obiettivi militari in Iran nella nuova serie di attacchi lanciata contro Teheran. Lo ha annunciato nella notte il Comando Centrale degli Stati Uniti, il Centcom, spiegando che l’operazione ha interessato sistemi di difesa aerea, apparati di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana.

La nuova offensiva americana

Secondo il Centcom, i raid sono stati condotti l’8 luglio con l’obiettivo di «ridurre ulteriormente» la capacità dell’Iran di colpire navi mercantili e marinai civili nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il traffico energetico e commerciale. La nuova offensiva arriva dopo il secondo giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e segna un ulteriore innalzamento della tensione tra Washington e Teheran.

Lo Stretto di Hormuz quasi paralizzato

Gli effetti della crisi si stanno riflettendo anche sul traffico marittimo. Secondo i dati sul monitoraggio delle navi riportati dall’agenzia Bloomberg, il transito nello Stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto dopo la nuova ondata di raid americani. Tra le imbarcazioni di grandi dimensioni, sono state osservate in uscita dal Golfo soltanto una superpetroliera sottoposta a sanzioni statunitensi e una nave portacontainer battente bandiera iraniana. Nella giornata di ieri appena 14 navi cargo hanno attraversato lo stretto in entrambe le direzioni: il livello più basso dal memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. Nelle tre settimane successive all’accordo, la media era stata di 34 transiti giornalieri.

La rotta decisiva per energia e commerci

Lo Stretto di Hormuz resta uno dei colli di bottiglia più sensibili del commercio mondiale. Ogni rallentamento o blocco del traffico nell’area rischia di avere ripercussioni immediate sulle rotte delle petroliere, sui mercati energetici e sulle catene globali di approvvigionamento. La nuova escalation militare, dunque, non riguarda soltanto il confronto diretto tra Stati Uniti e Iran, ma investe anche la sicurezza della navigazione commerciale e la stabilità dei traffici internazionali nel Golfo.

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