Cosenza, il Consiglio comunale conferisce la cittadinanza onoraria al prefetto Vittoria Ciaramella
Approvazione con voto unanime

COSENZA Il Consiglio Comunale di Cosenza, riunito in seduta aperta, ha conferito, con voto unanime dei presenti, la cittadinanza onoraria al Prefetto dott.ssa Vittoria Ciaramella, oggi Prefetto della Provincia di Latina ed ex Prefetto di Cosenza. Alla solenne cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili, militari e religiose del territorio: il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, il Comandante provinciale del I Reggimento Bersaglieri, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il Vicario del Prefetto dott.ssa Correale, il Vicario dell’Arcivescovo don Piermaria Del Vecchio, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e della società civile. Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca che, nel rivolgere il saluto ai presenti, ha definito la cerimonia “un momento di particolare valore per la comunità cosentina”, sottolineando come il conferimento della cittadinanza onoraria intenda esprimere “la gratitudine della città nei confronti di una donna dello Stato che, durante il suo incarico a Cosenza, ha saputo interpretare il proprio ruolo con equilibrio, competenza, autorevolezza e profondo spirito di servizio”. Il Presidente Mazzuca ha ricordato il rapporto autentico che il Prefetto Ciaramella ha saputo costruire con il territorio, “fondato sull’ascolto, sul dialogo e sulla costante vicinanza alle istituzioni, alle associazioni e ai cittadini”, evidenziando come la sua presenza sia stata “un punto di riferimento nei momenti più delicati e un esempio concreto di come le istituzioni possano essere vicine alle esigenze della collettività”. Il Presidente del Consiglio ha quindi rimarcato che, con il conferimento della cittadinanza onoraria, Cosenza “riconosce non soltanto il prestigioso percorso professionale della dottoressa Ciaramella, ma anche i valori che ella ha incarnato nel suo servizio: il rispetto della legalità, la tutela del bene comune, il senso dello Stato e l’attenzione verso le persone”. “La cittadinanza onoraria – ha concluso – è uno dei riconoscimenti più alti che una comunità possa attribuire. Significa accogliere simbolicamente una persona nella propria famiglia civica. Benvenuta, Prefetto Ciaramella, nella famiglia della città di Cosenza”. A seguire è intervenuto il Sindaco Franz Caruso che ha pronunciato un articolato intervento nel quale ha ripercorso il significato del rapporto tra Prefettura ed Enti Locali e il contributo offerto dal Prefetto Ciaramella negli anni del suo mandato a Cosenza. “Dopo aver salutato con profonda stima tutte le Autorità territoriali dello Stato presenti, la cui partecipazione testimonia l’unità della Repubblica attraverso la leale collaborazione istituzionale – ha affermato Franz Caruso– nel considerare la figura del Prefetto Ciaramella il nostro pensiero non può che elevarsi a una riflessione più ampia sul rapporto fondamentale che lega gli Enti Locali e le Prefetture”. Per Franz Caruso, sotto la guida della Prefetta Ciaramella, “la Prefettura non è mai stata un distante avamposto burocratico del potere centrale, ma l’autentica casa dei Comuni, il punto di equilibrio in cui l’autonomia costituzionale dell’Ente Locale ha incontrato la superiore sintesi dell’unità statale”. In questa “feconda cerniera istituzionale – ha aggiunto – la legalità ha cessato di essere un concetto astratto per diventare pratica quotidiana di governo, scudo a difesa dei cittadini onesti e motore di sviluppo economico e sociale”. Il primo cittadino ha quindi sviluppato una riflessione sul principio costituzionale della leale collaborazione, evidenziando come Comune e Prefettura “non siano espressione di poteri in conflitto, ma le due facce della medesima medaglia costituzionale: la prossimità e l’unità”. Ha sottolineato come il Prefetto Ciaramella abbia saputo interpretare il proprio ruolo “non imponendo dall’alto, ma facendosi istituzione di garanzia e di mediazione, capace di ascoltare prima di decidere e di orientare prima di sanzionare”, trasformando così “la legalità nel più potente fattore di sviluppo e di giustizia sociale”. Il Sindaco ha poi ripercorso le principali tappe del mandato del Prefetto Ciaramella, ricordando le prime settimane dell’insediamento della sua amministrazione nell’autunno del 2021, quando furono promossi i tavoli di coordinamento e i primi Patti per l’attuazione della sicurezza urbana; la gestione della fase finale dell’emergenza pandemica, durante la quale il Prefetto seppe coniugare “il rigore delle norme di sicurezza con la necessità di non soffocare il tessuto imprenditoriale, commerciale e sociale”; il delicato percorso che ha consentito al Comune di uscire dalla fase più critica del dissesto finanziario, accompagnando l’Ente nell’iter dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato attraverso una costante interlocuzione istituzionale.

Nel suo intervento Franz Caruso ha inoltre ricordato l’impegno profuso nel contrasto ai fenomeni usurari e alle infiltrazioni della criminalità organizzata, nelle crisi occupazionali, nella gestione del sistema penitenziario e nella sicurezza dei grandi eventi che hanno caratterizzato la vita della città, dalle celebrazioni per l’ottavo centenario della Cattedrale alle manifestazioni di Cosenza Capitale Italiana del Volontariato 2023, fino ai grandi eventi culturali, musicali e turistici. “La sua visione – ha affermato il Sindaco – ha dimostrato che lo Stato non è un’entità severa e distaccata, ma una presenza tangibile, vicina e protettiva. I cosentini hanno scoperto in Lei la più nobile espressione dello Stato: fermo nelle regole, aperto al dialogo, umano nell’ascolto”. Franz Caruso ha, poi, rivolto un sentito ringraziamento anche a quanti, “dietro le quinte”, hanno reso possibile questa virtuosa collaborazione istituzionale, richiamando il prezioso lavoro delle strutture amministrative del Comune e della Prefettura. Nella parte conclusiva del suo intervento Franz Caruso si è soffermato sulla straordinaria capacità empatica del Prefetto Ciaramella, definendola “la cifra forse meno scontata e proprio per questo più dirompente del suo magistero istituzionale”. “L’empatia – ha detto – non è una debolezza dell’autorità, ma il suo massimo compimento”. Da qui il saluto finale: “Prefetto Ciaramella, nel conferirle questa cittadinanza onoraria, Cosenza non saluta un protagonista illustre del passato, ma riaccoglie una sua concittadina. Questa terra, che Lei ha servito con disciplina ed onore, sarà sempre la sua casa. Grazie per averci insegnato che le istituzioni camminano sulle gambe delle persone e che la legalità è il più grande atto d’amore verso i cittadini. Benvenuta, a nome di tutta Cosenza, tra i figli di questa città”. Il dibattito consiliare si è quindi aperto con gli interventi dei rappresentanti dei gruppi. Per il Gruppo Misto è intervenuto Domenico Frammatino, che ha espresso “sentimenti di gratitudine”, sottolineando come il conferimento della cittadinanza onoraria “non sia un atto formale, ma l’abbraccio di una città intera ad una donna delle istituzioni”. Tre le parole con cui ha sintetizzato il mandato del Prefetto: territorio, sicurezza e umanità. “Lei ha cambiato il volto della Prefettura – ha affermato – trasformandola in una casa con la porta aperta ai sindaci, agli amministratori, alle associazioni e ai cittadini”. Frammatino ha ricordato il Protocollo di legalità per il CIS del centro storico, definendolo “uno scudo che ha protetto le risorse destinate alla rinascita di Cosenza antica”, concludendo che “l’autorità senza umanità è solo potere” e che “Cosenza oggi le dice grazie per averci fatto sentire meno soli”. Per Fratelli d’Italia è intervenuto Francesco Spadafora che ha definito la cittadinanza onoraria “uno degli atti più alti e significativi che un’assemblea elettiva possa adottare”. Ha ricordato gli anni complessi durante i quali il Prefetto ha guidato la Prefettura di Cosenza, sottolineando come “lo Stato abbia avuto un volto riconoscibile di presenza, ascolto, responsabilità ed equilibrio”. Spadafora ha richiamato il costante impegno per la coesione sociale, il contrasto alle infiltrazioni criminali e il rafforzamento del dialogo istituzionale, evidenziando che il trasferimento a Latina non interrompe il legame costruito con la città. A nome del gruppo di Fratelli d’Italia ha quindi espresso convintamente voto favorevole. Per il Partito Democratico ha preso la parola Giuseppe Ciacco che ha evidenziato come il conferimento della cittadinanza onoraria rappresenti “la gratitudine verso una servitrice dello Stato che ha saputo lasciare un segno autentico nella nostra comunità”. Ha ricordato la gestione delle crisi, delle vertenze occupazionali e la scelta di una Prefettura “a porte aperte”, fondata sul dialogo con istituzioni, parti sociali e cittadini. Da giovane amministratore, Ciacco ha voluto aggiungere un ricordo personale: “È stata il Prefetto della mia prima esperienza amministrativa e conserverò sempre un ricordo speciale del suo mandato, ricordandola con sincera stima e profonda riconoscenza”. Ha quindi espresso, a nome della maggioranza consiliare, i sentimenti di gratitudine e il voto favorevole. E’ intervenuto anche il consigliere Giuseppe D’Ippolito, che ha dichiarato di essere stato particolarmente colpito dagli interventi ascoltati e dall’emozione della cerimonia, ricordando di aver avuto modo di apprezzare, negli anni, “la sincera passione con cui il Prefetto ha interpretato il proprio ruolo al servizio delle istituzioni”. D’Ippolito ha inoltre portato il saluto del Sottosegretario Wanda Ferro, che ha fatto pervenire un proprio messaggio. Ha preso poi la parola la consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza che ha offerto una riflessione sul rapporto tra legalità e cultura. “Ci sono ruoli istituzionali che si limitano a occupare uno spazio – ha affermato – e poi ci sono personalità rare che quegli stessi ruoli li umanizzano, trasformando il potere in servizio e l’autorità in empatia”. Richiamando il pensiero di Peppino Impastato sulla bellezza quale strumento contro rassegnazione e omertà, la consigliera ha sottolineato come il Prefetto Ciaramella abbia compreso che “la prima vera forma di sicurezza è la bellezza e il primo presidio di legalità è la cultura”. Ha ricordato la costante presenza del Prefetto nei teatri, nelle mostre, nei festival e negli eventi culturali della città, affermando che “ha capito che per difendere questo territorio bisognava prima custodirne e proteggerne l’anima”. Citando Cesare Pavese, Antonietta Cozza ha concluso: “Da oggi Cosenza è, a tutti gli effetti, il suo paese. Lei è una di noi. Una figlia di questa terra”, annunciando il voto favorevole dell’intera maggioranza. Profondamente emozionata, ha quindi preso la parola il Prefetto Vittoria Ciaramella, che ha ringraziato il Consiglio comunale, il Sindaco e l’intera comunità cittadina. “Essere accolta in questa comunità con il più alto riconoscimento che il Consiglio comunale possa conferire rappresenta per me un onore straordinario che arricchisce la mia sensibilità umana. Ricevo questa cittadinanza onoraria con sentimenti di sincera gratitudine che ho difficoltà ad esprimere con parole adeguate”, ha esordito. Ricordando il suo arrivo a Cosenza il 9 agosto 2021, quando assunse il primo incarico da Prefetto, Vittoria Ciaramella ha spiegato di aver interpretato fin dal primo giorno il proprio ruolo “non come esercizio di autorità, ma come servizio alla comunità, facendo in modo che le istituzioni fossero presenti, visibili e soprattutto credibili”. Il suo obiettivo, ha detto, è sempre stato quello di far sì che “ogni cittadino onesto potesse sentirsi tutelato e respirare un clima di legalità, fiducia e sicurezza”. La Prefetta ha ricordato le iniziative promosse nei territori più esposti alla criminalità, il rapporto costruito con i sindaci e con gli amministratori locali e il lavoro svolto insieme alle Forze dell’Ordine, alla Magistratura, alle istituzioni scolastiche, al mondo del volontariato e dell’associazionismo. Ha rivolto un particolare ringraziamento ai dirigenti e ai collaboratori della Prefettura, definendoli competenti e generosi, sottolineando come i risultati conseguiti siano stati “il frutto di una squadra”. “Abbiamo dimostrato – ha affermato – che la legalità non è un principio astratto ma un valore da costruire insieme ogni giorno”. Nel ricordare il patrimonio umano conosciuto a Cosenza, ha citato anche il maestro orafo Gerardo Sacco, presente alla cerimonia, “che mi onora della sua amicizia e che stimo profondamente”. Commovente il passaggio conclusivo del suo intervento: “Qui ho lasciato un pezzo del mio cuore. Qui mi sono sentita a casa. A distanza di due anni posso dire che, nonostante la lontananza fisica, non ho mai smesso di guardarvi da lontano”. Al termine della cerimonia il Sindaco Franz Caruso e il Presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca hanno consegnato al Prefetto Vittoria Ciaramella la pergamena della cittadinanza onoraria. La motivazione ufficiale è stata letta dalla Segretaria Generale Virginia Milano: “Nel corso del suo mandato al vertice dell’Ufficio Territoriale del Governo di Cosenza il Prefetto Vittoria Ciaramella ha incarnato con straordinaria autorevolezza e profonda umanità il ruolo di altissimo rappresentante dello Stato. In un periodo storico complesso, segnato da delicate sfide sociali ed economiche, ha saputo promuovere una sinergia istituzionale senza precedenti, ponendosi costantemente all’ascolto delle esigenze degli enti locali e dei cittadini. Il suo instancabile impulso alle politiche di coesione sociale, alla prevenzione delle infiltrazioni criminali e alla tutela della legalità ha lasciato un segno indelebile nel tessuto democratico della nostra città, consolidando il rapporto di fiducia tra la cittadinanza e le istituzioni della Repubblica.”
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