Inchiesta arbitri, chiesta l’archiviazione per Rocchi
La richiesta dei pm al Gip di Milano

MILANO Il procuratore di Milano Marcello Viola in una nota fa sapere che ieri gli inquirenti «nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto esponenti del mondo arbitrale, ha adottato» le proprie «determinazioni». E ha richiesto al gip Giulia Marozzi «l’archiviazione del procedimento iscritto per il reato di cui agli artt. 81 cpv., 110 cod. pen., 1 comma 1 Legge n° 401/1989, in ordine agli episodi concernenti gli interventi volti alla individuazione o esclusione di direttori di gara». Ossia del filone per frode sportiva che vede indagato Rocchi. Richiesta che è stata firmata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Maurizio Ascione. Dovrà decidere la giudice sull’istanza. In più, i pm hanno «trasmesso alla Procura della Repubblica di Monza gli atti concernenti le contestazioni relative agli episodi avvenuti in sala Var (si precisa a tale proposito che la sede della sala Var è a Lissone, di tal che territorialmente competente per fatti ivi avvenuti è il Tribunale di Monza)». In questa tranche sono iscritte sempre per presunta frode sportiva per i match Udinese-Parma e Salernitana-Modena del 2025, a vario titolo, le posizioni di Rocchi, dell’ex supervisore Andrea Gervasoni e dei varisti Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo. La posizione di un terzo varista, Daniele Paterna, che risponde di false informazioni al pm per una testimonianza resa nelle indagini, resta, invece, a Milano. Sempre la Procura «ha trasmesso copia degli atti sia alla Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio sia al C.O.N.I. – Procura Generale dello Sport». E «ha disposto l’archiviazione del procedimento iscritto nei confronti di FC Internazionale ex D.Lgs. n° 231/2001 in ordine all’illecito previsto dall’art. 285-quaterdecies». La trasmissione degli atti, spiega il procuratore Viola, «alla Procura Federale è volta a consentire ai competenti organi la valutazione dei fatti di possibile interesse nel quadro dell’ordinamento sportivo». La Procura di Milano nell’inchiesta sul sistema arbitrale ha anche disposto l’archiviazione per la società Inter che è stata iscritta di recente – lo si è saputo oggi – per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
La denuncia dell’arbitro calabrese
Il caso Rocchi era partito da una segnalazione interna al mondo arbitrale: a far scattare i primi approfondimenti è stato Domenico Rocca, ex assistente arbitrale di Serie A e B, originario di Pizzo (Vibo Valentia) e appartenente alla sezione AIA di Catanzaro. Rocca, al termine della scorsa stagione, avrebbe inviato una lettera-denuncia alla Commissione Arbitri Nazionale nella quale contestava presunte irregolarità nella gestione delle designazioni e delle valutazioni arbitrali, lamentando – secondo quanto riportato – un sistema ritenuto poco trasparente. La giustizia sportiva aveva inizialmente archiviato la vicenda, ma la Procura di Milano ha poi avviato accertamenti sul piano penale.
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